Roma, 6 ott. (Apcom) – Il presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale, Pat McQuaid, ha espresso “disappunto e sbigottimento” per le “accuse” lanciate dal capo della procura antidoping del Coni, Ettore Torri. Replicando all’allarme lanciato da Torri, secondo il quale il doping è una piaga che non esclude nessuno nel ciclismo professionistico, McQuaid ha affermato in una nota che “l’efficacia delle misure adottate dall’Uci per combattere questo problema reale, che è comune a tutti gli sport, è stata ripetutamente riconosciuta da tutte le principali istituzioni sportive, compresi il Cio e la Wada”.
McQuaid afferma che il sofisticato sistema dell’antidoping ha raggiunto i livelli attuali “grazie al lavoro svolto nel ciclismo, prima disciplina ad introdurre un test per l’Epo e successivamente il passaporto biologico”: “Affermare che tutti i ciclisti si dopano non solo equivale a lanciare una grave e vergognosa accusa priva di qualsiasi elemento oggettivo, ma vuol dire anche confutare la validità dei controlli attualmente in vigore. Specialmente se si considerano i dolorosi ma assolutamente trasparenti risultati ottenuto fino ad oggi”. McQuaid ha infinte definito “incomprensibile e irresponsabile la posizione di Torri”.
Grd-Caw
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