Roma, 22 giu. (Apcom) – Altissima affluenza al referendum alla Fiat di Pomigliano d’Arco, con la vittoria del ‘sì’ che si profila quasi scontata. Con le urne aperte dalle 8 alle 21, la partecipazione al voto sull’accordo separato per il rilancio dello stabilimento è stata altissima fin dalla mattina, intorno al 95%. L’esito arriverà verso la mezzanotte, anche se le attese sono per un plebiscito che convinca l’azienda a realizzare
il piano da 700 milioni per produrre la nuova Panda, senza cercare altre soluzioni. L’alta affluenza, del resto, per i sindacati favorevoli all’intesa (Fim-Cisl, Uilm, Fismic e Ugl) è un segnale da leggere positivamente nell’ottica del risultato finale. La Fiom invece, che non ha firmato l’accordo aziendale, insiste nel sostenere l’illegittimità del referendum, denunciando un “clima generale di intimidazione”, perfino con foto alle schede che sarebbero state poi esibite ai capireparto.
Alle 18 – secondo i sindacati – al ‘Giambattista Vico’ di Pomigliano hanno votato quasi 4.300 lavoratori su un totale di 4.881 aventi diritto. Una cifra significativa, ma già tra le 8 e le 10.30 erano andati alle urne 1.250 persone. Segno di una diffusa volontà di partecipazione, agevolata anche da assemblee e corsi di formazione organizzati per favorire l’accesso al voto. La Fiom, però, la vede diversamente e per il segretario generale Maurizio Landini la consultazione “si svolge in una giornata pagata ad hoc dalla Fiat, con pesantissime interferenze e pressioni da parte della direzione aziendale. Si va – sostiene – dalla presenza ai seggi di rappresentanti dell’azienda, alla consegna ai lavoratori e alla proiezione nei reparti di dvd che invitano a votare sì”. Qualunque sia l’esito, ribadisce comunque Landini, i metalmeccanici Cgil non firmeranno l’accordo.
Se l’intesa incasserà un ampio consenso, dovrebbe scattare il piano Marchionne che prevede un investimento di 700 milioni di euro per produrre la nuova Panda (attualmente fabbricata in Polonia). In gioco c’è il futuro non solo degli oltre 5mila dipendenti della Fiat di Pomigliano, ma anche dei 15mila lavoratori dell’indotto. Anche per questo – afferma il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani – “mi aspetto che se c’è il sì dei lavoratori, la Fiat mandi avanti i progetti”.
Insiste poi sul senso di responsabilità dei lavoratori il leader di Confindustria, Emma Marcegaglia. “L’impressione – sottolinea il numero uno degli industriali – è che i lavoratori avranno senso di responsabilità, e capiranno che dire no a un investimento di 700 milioni e al ritorno della produzione dalla Polonia sarebbe problematico”. Sulla stessa linea anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, secondo cui “ci sono 15mila posti di lavoro in ballo, in una regione come la Campania in cui l’occupazione è modesta e non esistono alternative”.
Glv
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