Carta Autonomie/Maggioranza conferma in aula no a taglio Province

Carta Autonomie/Maggioranza conferma in aula no a taglio Province


Roma, 22 giu. (Apcom)
– Confermato il no del centrodestra al taglio delle Province ad opera della Carta delle Autonomie, provvedimento collegato alla manovra e parte integrante del progetto federalista di maggioranza e governo, da oggi di nuovo all’esame di Montecitorio.

Nonostante i molti distinguo a parole nel Pdl, l’orientamento in tal senso nella prima bozza della manovra Tremonti ed il favore esplicito al taglio delle Province del presidente della Camera Gianfranco Fini e dei parlamentari a lui più vicini, i deputati di Pdl e Lega hanno compattamente respinto in aula tuttu gli emendamenti delle opposizioni di parlamentari Idv, Api ed Udc, finalizzati a una nuova sforbiciata degli enti intermedi fra Regioni e Comuni. Sforbiciata sulla quale i deputati Pd si sono astenuti.

La Camera ha quindi dato il via libera alla delega al Governo per l’adozione della Carta delle Autonomie. L’esecutivo avrà 18 mesi di tempo dall’entrata in vigore del ddl Calderoli per codificare in unico testo le norme vigenti sugli enti territoriali.

Contro il no della maggioranza al taglio delle Province si è fatto sentire soprattutto l’Udc. “In tutte le emergenze più o meno recenti il ruolo delle Province è stato praticamente inesistente e lo Stato è sempre dovuto intervenire in prima persona. L`abolizione di questi enti – ha sottolineato per l’Udc Mauro Libè, ripresentando in aula il taglio delel Province – sarebbe un utile e necessario taglio della spesa pubblica che non comporterebbe alcun disagio per i cittadini. Tuttavia, la maggioranza e il Governonon tengono in alcun conto le promesse fatte in campagna elettorale. E preferiscono chiedere duri sacrifici a chi già non arriva alla quarta settimana piuttosto che rinunciare a qualche clientela e dire no alla prepotenza della Lega. Così facendo, però, stanno creando una frattura insanabile tra i cittadini e lo Stato.”

Tor

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