Milano, 22 giu. (Apcom) – Il consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, riunitosi questa mattina a Torino, ha deciso di rinviare la quotazione di Fideuram e la relativa Ipo a causa delle condizioni di mercato “non favorevoli”. Una decisione che era nelle previsioni e che si è accompagnata alla delibera da parte del consiglio dei termini e delle condizioni per la cessione complessivamente di 172 sportelli promessi al Credit Agricole. Operazione, quest’ultima, che prevede la vendita alla ‘banque verte’ dell’intera partecipazione detenuta tramite la
controllata Banca CR Firenze in Cassa di Risparmio della Spezia
(80% del capitale) e di 96 sportelli del gruppo in Italia per un
corrispettivo complessivo in contanti di circa 740 milioni di
euro, con una plusvalenza netta di 215 milioni.
Per il ritorno in Borsa di Fideuram, che era stata ‘delistata’ nel 2006, bisognerà attendere tempi di mercato migliori e al momento indecifrabili. Nella nota diffusa al termine del cdg non c’è infatti una nuova indicazione temporale ma ci si limita a dire che “ulteriori sviluppi verranno debitamente resi noti al mercato”. In ogni caso, saltata la finestra prevista tra fine giugno-primi di luglio, a questo punto è prevedibile che dell’Ipo non si riparlerà prima dell’autunno. Con la solitaria eccezione di Tesmec, la cui quotazione è prevista per l’1 luglio, Fideuram va dunque ad aggiungersi agli altri recenti casi di rinvio dello sbarco sul listino dettati dalla sfavorevole fase dei mercati, quali Kos (gruppo Cir) e Moby.
Per il gruppo Intesa Sanpaolo – che nel settembre scorso aveva scelto di rinunciare ai Tremonti bond e deciso strade alternative per rafforzare il patrimonio – l’Ipo di Fideuram rientra tra gli asset non strategici da valorizzare. I vertici della banca, nelle scorse settimane, hanno comunque ribadito che non c’è fretta, in quanto il
livello di patrimonializzazione della banca è ritenuto adeguato. Soltanto poco più di una settimana fa, l’amministratore delegato Corrado Passera aveva puntualizzato: “Una delle cose importanti sarà valutare l’andamento dei mercati. Poi, siccome fortunatamente abbiamo già raggiunto i nostri livelli di ‘capital requirement’, abbiamo la possibilità di scegliere il miglior timing in funzione di Fideuram”.
Del resto, dopo la cessione delle attività di ‘securities services’ della banca depositaria il Core Tier 1 di Intesa Sanpaolo è salito al 7,57%. Con la vendita degli sportelli all’Agricole incasserà un ulteriore beneficio indicato in 20 punti base, portandosi molto vicino all’8%. Nel dettaglio, il prezzo di 740 milioni dell’operazione ha ricevuto un parere di congruità da Deutsche Bank in qualità di esperto indipendente. La plusvalenza netta per il gruppo Intesa Sanpaolo ammonta a circa 215 milioni di euro.
I 76 sportelli di CariSpezia sono distribuiti tra Liguria, Toscana e Emilia Romagna. Gli altri 96 sportelli che la Cà de Sass cede ad Agricole sono principalmente in zone limitrofe a quelle dove il gruppo francese è già presente in Italia e precisamente: 3 in Liguria, 28 in Lombardia, 1 in Piemonte, 15 in Veneto, 18 in Toscana, 4 in Umbria e 27 nel Lazio.
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