GALLARATE La Corte dei Conti indaga su 3SG. La magistratura contabile, insieme a quella ordinaria, è impegnata a verificare se ci sia stato un danno erariale all’atto del pensionamento dell’ex direttore Giancarlo Durante della casa di riposo.Il dirigente lasciò l’azienda nell’ottobre del 2007 e, poco dopo, l’Inpdap, la cassa pensionistica dei dipendenti della pubblica amministrazione, aprì un contenzioso legato ad un raddoppio dello stipendio, da 200 a 400mila euro, a tre mesi dal pensionamento. “Scatto” che ha visto aumentare, e di molto, l’ammontare dell’assegno mensile che l’ente previdenziale deve versare.La Corte ha dato torto a Inpdap, affermando che non è possibile modificare l’importo della pensione. Ma ora chiede conto a 3SG delle ragioni di questo aumento ipotizzando, a carico degli amministratori di allora, un danno erariale. Interpellato, il presidente all’epoca dei fatti, Roberto Bosco, preferisce non rilasciare dichiarazioni. Più loquace il suo vice Franco Liccati, succedutogli dal dicembre 2009 fino a due settimane fa,
quando l’ormai ex sindaco Nicola Mucci gli revocò la fiducia, ultimo atto prima di avviare la decadenza dall’incarico di primo cittadino.«La sentenza ci è stata notificata lo scorso 17 novembre – ricorda Liccati – subito partirono delle verifiche interne che ci portarono a scoprire due fatti». Il primo: «Sia l’Inpdap che la Corte dei conti non erano in possesso di tutta la documentazione relativa alla questione: un fatto molto grave che ho puntualmente denunciato». Il secondo: «Il conteggio presentato per il calcolo della pensione, quando ancora dg era Durante, è sbagliato: abbiamo verificato l’errore, rifatto i conti e comunicato agli enti interessati».Se questo errore sia stato doloso o meno, questo lo dovrà verificare la magistratura contabile, che lo scorso 17 dicembre ha ricevuto, sempre da Liccati, la comunicazione delle due scoperte effettuate lavorando negli archivi dell’azienda. «Noi abbiamo fatto tutto in maniera trasparente – rivendica l’ex presidente – sono dispiaciuto per la mancanza della documentazione».
e.romano
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