GALLARATE Una serata che si conclude con un vero e proprio pestaggio ai danni di tre agenti della polizia autostradale. «La strada è nostra, sbirri di m… Ammazzo te e la tua ragazza». Queste alcune delle minacce che sarebbero state rivolte nella notte del 17 dicembre 2007 nei confronti degli agenti, in borghese, della polstrada. A ricostruire quei terribili minuti, in aula a Gallarate, è stato proprio uno dei feriti. «Dopo una serata trascorsa in un locale stavamo tornando alla nostra vettura. All’altezza di largo Camussi si sono fermate due macchine, una Yaris e una Fiesta. Gli occupanti sono scesi e hanno iniziato a minacciare me, la mia ragazza e il mio collega. Io ho subito chiamato il 113». Per l’agente della polstrada, 30 giorni di prognosi, rottura del setto nasale e tante botte. «Il passeggero della Fiesta mi ha tirato un pugno sul naso. Poi si è fermata un’altra auto e sono scese alcune persone. Mentre ero a terra mi riempivano di calci e vedevo che anche il mio collega era per terra». I due occupanti della Fiesta erano Christian Crisafulli e Ilario Santino.
Insieme ad Alessandro Crisafulli e Giovanni Di Giovanni devono rispondere dell’accusa di lesioni personali. Le cose, però, sarebbero andate in maniera molto diversa, almeno stando al racconto fatto in aula da un ragazzo presente quella sera. «Ero in macchina con Christian e un altro ragazzo. Stavamo tornando a casa per le vie del centro e abbiamo incrociato il fratello di Christian. Ci siamo fermati e loro sono scesi dalla macchina per chiacchierare. Avranno parlato per un paio di minuti. Ad un certo punto ho visto una ragazza bionda che urlava in mezzo alla strada fermando le macchine. Un’altra persona (uno degli agenti) era di spalle e stava spingendo Giovanni Di Giovanni. Poi siamo risaliti in macchina e siamo tornati a casa. Due giorni dopo è scoppiato tutto il casino». Non si tratterebbe di aggressione, quindi, ma di rissa. Questa la tesi dell’avvocato della difesa. «Il certificato del pronto soccorso parla di rissa e anche il poliziotto che è intervenuto ci ha detto che la centrale l’ha chiamato per una rissa». Nella prossima udienza, il 12 ottobre, i quattro imputati saranno chiamati a raccontare la loro verità.
e.romano
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