VARESE (f.man.) Svizzera? «Da italiano non credo ci siano dubbi sul sì – dice Angelo Zappoli, per Sinistra, ecologia e libertà – ma se io fossi svizzero di certo non vorrei gli italiani». Considerando che il consigliere varesino lavora in Canton Ticino da più di un ventennio, tutto lascia pensare che conosca piuttosto bene l’ambiente. «È evidente che il problema non sta nell’annessione o meno. C’è qualcuno a Varese che da vent’anni dice di voler fare qui quello che gli svizzeri fanno in casa loro e ancora siamo tutti qui a dire che andremmo al volo in Svizzera». E poi, appunto, gli svizzeri non ci vogliono, secondo Zappoli: «Loro non vogliono mafiosi e ‘ndranghetaru, come si fa? Ci sono anche a Varese nonostante nessuno lo dica».«Che ci sia un malessere è evidente – aggiunge Emiliano Cacioppo, capogruppo del Pd in consiglio – e non solo a Varese. Non è che la Val d’Aosta e l’Alto Adige si sentano proprio italiani. Il giardino del vicino è sempre più verde per definizione, figuriamoci quando c’è un paese che non funziona». Infatti il varesino con gli occhi aperti, per Cacioppo, non ci penserebbe due volte a spostare il confine svizzero un po’ più in basso. «Dietro
a questo però c’è il fallimento della Lega che è riuscita a rappresentare molto bene il problema del territorio ma che alla fine non ha ottenuto quello che voleva: evidentemente la strategia di cercare di cambiare il sistema dall’interno del governo è stato fallimentare». Sulla stessa linea il compagno di partito Fabrizio Mirabelli: «I geniali leghisti nostrani sognino pure di diventare svizzeri. La realizzazione di questo sogno, tuttavia, sarà la migliore prova del loro fallimento politico». Prima ancora del capitolo politico, le braccia spalancate dei varesini alla Svizzera sono indice di una questione più radicale, per l’assessore leghista Fabio Binelli: «È ovvio. Sebbene il sondaggio non abbia i crismi della scientificità, è un indice della disaffezione dei lombardi nei confronti dello Stato italiano che non è più in grado di garantire gli elementi minimi per consentire loro di identificarsi». Questo però non significa che lo possano fare con la Svizzera. «Infatti sono contrario all’annessione», continua a sorpresa il segretario cittadino della Lega, Carlo Piatti, «perché non siamo un territorio di conquista». Ma «a provocazione si risponde con provocazione», precisa Piatti, e visto che gli svizzeri non ci vogliono, «saremo noi ad essere disposti ad accoglierle il Canton Ticino se riusciremo ad avere la Padania».
e.marletta
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