Gb/ Londra sopprime 11.000 posti di lavoro nella Difesa

Gb/ Londra sopprime 11.000 posti di lavoro nella Difesa

Roma, 2 mar. (TMNews) – Il governo britannico ha annunciato la soppressione di 11.000 posti di lavoro nel settore della Difesa,
nel quadro dei tagli alla spesa pubblica resi necessari dalla
crisi economica per la riduzione del deficit.

In un comunicato, il Ministero della Difesa – al quale era stato
chiesto di tagliare le spese dell’8% – ha confidato nel fatto che l’obbiettivo possa essere raggiunto grazie ai soli pensionamenti prepensionamenti. Secondo il quotidiano britannico The Daily Telegraph i tagli non avranno alcun effetto sul contingente dispiegato in Afghanistan.

Una versione però smentita dal Times, secondo cui i licenziamenti riguarderanno anche i soldati attivi nel Paese asiatico, dove la Gran Bretagna paga un pesante tributo di vite umane nella guerra contro i talebani.

La decisione dei tagli – da completare entro il 2015 – ha suscitato polemiche a Londra: la Royal Air Force (Raf), la leggendaria aeronautica militare britannica, sarà la prima a subire i tagli, con circa 1020 licenziamenti nei prossimi sei mesi, e lo smantellamento di due squadroni di caccia Tornado entro giugno. Un colpo duro per l’aeronautica britannica, mentre proprio oggi è emerso che la Raf è costretta a tenere a terra molti piloti impegnati nell’addestramento sui nuovi caccia Typhoon, per mancanza di pezzi di ricambio.

Notizie che fanno apparire l’esercito di Sua Maestà, che ancora gode di un’aura leggendaria in alcuni settori e corpi d’elite, come ormai inadeguato, in stridente contrasto con l’attivismo mostrato negli ultimi giorni dal primo ministro David Cameron: i Typhoon sarebbero infatti la punta di lancia – scrive oggi il Times – del contributo britannico a un’eventuale no-fly zone in Libia. Ma a questi ritmi, bloccati da tagli e austerity, i nuovi aerei della Raf raggiungerebbero il loro pieno potenziale di attacco soltanto nel 2018.

L’aeronautica sarà comunque, in termini assoluti, l’arma meno colpita dalla riduzione di finanziamenti e personale, con 2700 licenziamenti su 11.000: 5000 riguarderebbero l’esercito e 3300 la marina.

Ape

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