Roma, 23 giu. (Apcom) – I politici dell’Alaska non hanno fatto molto per ingraziarsi gli ambientalisti negli ultimi anni: l’ex governatore Sarah Palin si è battuta con entusiasmo per una massiccia espansione della perforazioni petrolifere e la senatrice Lisa Murkowski ha fatto di tutto per togliere all’Agenzia Usa per la protezione dell’ambiente i poteri di regolare le emissioni di gas serra. Ma chiunque sia stato tentato di considerare l’Alaska un caso disperato dal punto di vista ambientale ha dovuto ricredersi nei giorni scorsi, quando il nuovo governatore dello Stato americano Sean Parnell, repubblicano come Palin e Murkowski, ha firmato uno dei programmi più ambiziosi al mondo per le rinnovabili.
In base alla nuova legge, l’Alaska si è fissata l’obiettivo di generare metà della sua elettricità da fonti rinnovabili entro il 2025, una meta più ambiziosa di quella della ‘verdissima’ California, che punta a un terzo dell’energia da rinnovabili entro il 2020. L’obiettivo verrà raggiunto in primo luogo con l’espansione dell’idroelettrico, anche se mancano ancora i dettagli. Per Parnell il nuovo target promuoverà “uno sviluppo responsabile e sostenibile”, mitigando i costi elevatissimi delle bollette invernali. Nei prossimi dieci anni inoltre l’efficienza energetica verrà migliorata del 15% in tutto lo stato. I progetti di risparmio energetico verranno finanziati dallo Stato con 250 milioni di dollari.
L’Alaska continuerà a sostenere le perforazioni petrolifere, e prenderà in considerazione anche progetti offshore, secondo il governatore, che però sottolinea come la nuova legge contribuirà alla transizione verso un’infrastruttura a minore intensità carbonica. “Chiaramente abbiamo ancora un sacco di petrolio e gas e una sacco di energie rinnovabili e questo ci spinge a cominciare la transizione alle rinnovabili” ha detto Parnell.
Bea
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