Roma, 7 apr. (Apcom) – Bob Dylan aveva stupito un po’ tutti a giugno scorso quando, rompendo il suo tradizionale riserbo aveva dato il suo appoggio a Barack Obama. Ma l’amore (ricambiato) tra il grande cantante e il presidente (Obama a sua volta si era detto convinto fan di Dylan) sembra già se non proprio spento almeno molto attenuato: in un’intervista pubblicata ieri sul suo sito web Dylan torna a prendere senza esitazioni le distanze dalla politica e dai politici. Obama incluso. “La maggior parte di questi personaggi entrano in carica con le migliori intenzioni, ma dovete guardarli quando vanno via. Il più delle volte sembrano uomini logori, sconfitti”.
Dylan fa i nomi, per non restar nel vago. “Johnson, per esempio, o anche Nixon e Clinton, per un verso, Truman per un altro, e un po’ tutti gli altri. È come se avessero volato tutti troppo vicino al sole, bruciandosi le ali”.
Se a giugno Dylan aveva espresso la speranza che Obama potesse “ridefinire la politica” in un’America “demoralizzata dalla poverità”, ora sembra molto più prudente: la politica, dice, in fondo è “solo intratteniento, sport. Resta comunque un’attività per i figli di papà, o per chi unge le ruote. Guardateli i politici:
sempre vestiti in modo impeccabile, perfetto; tutti animali da feste di gala. I politici sono intercambiabili, uno vale l’altro. La politica crea più problemi di quanti non ne risolva. Può essere controproducente. Il potere vero, poi, è sempre nelle mani di piccoli gruppi, gente che non ha titolo a esercitarlo”.
VGP
© riproduzione riservata










