VARESE Delusione azzurra per l’esclusione dell’Italia dai mondiali, ma i varesini un pò se lo sentivano. Era nell’aria ancora prima che la partita iniziasse, durante e alla fine del match contro la Slovacchia. Davanti al maxi schermo, piazzato all’Ippodromo delle Bettole, c’erano solo una decina di persone.
I bar del centro semi vuoti con la tv sintonizzata in Sud Africa, ma pochi spettatori a guardarla. E in corso Matteotti, tante ragazze a godersi lo shopping in santa pace. E’ mancato l’entusiasmo per gli azzurri in campo, forse per colpa di una nazionale penosa «sconfitta prima ancora di partire». Gli improvvisati mister post partita non hanno dubbi: la colpa è tutta di Lippi. «Ha sbagliato ha scegliere la rosa dei giocatori – commenta Alex speroni alla fine del match -. Ha lasciato a casa giocatori come Boriello, Cassano, e Balotelli. I fantasisti che ci avrebbero permesso di arrivare almeno fino alla finale».
Una figuraccia mondiale, insomma, per colpa di Mister Lippi, unico responsabile della sconfitta azzurra. I commenti dei varesini non lasciano dubbi: «Lippi deve andare in pensione – commenta, ancora un po’ alterato, Fabio Dintino – Ha tenuto in panchina Quagliarella per tutta la partita, quando in dieci minuti che è entrato ha segnato un gol e ha tirato in porta più volte».
Rosa sbagliata, tattiche discutibile e giocatori demotivati. «Hanno giocato solo l’ultimo quarto d’ora di partita – spiega Simone Lanza – Nessuno ci ha creduto, non c’era il tifo a sostenerli, era una sconfitta annunciata». Le polemiche sulla nazionale azzurra sono cominciate prima ancora della partenza per il Sud Africa e hanno influito negativamente sul clima da mondiale. I varesini se lo spettavano e non sono stati trascinati, fin dall’inizio, dall’entusiasmo che aveva invece caratterizzato l’ultimo campionato mondiale. Le ragazze soprattutto.
«Quattro anni fa c’era più attesa intorno alle partite – raccontano un gruppo di ragazze che, incuranti della nazionale in campo, fa shopping in centro – e ci si trovava tutti insieme per tifare gli azzurri. Oggi invece, sarà anche che non c’è più il maxi schermo in piazza, non ci andava di stare davanti alla tv». La decisione di non trasmettere le partite in centro ha influito anche sulla percezione del mondiale. I bar erano deserti e la bancarella di Piazza Repubblica non ha venduto neanche una bandiera. «Non abbiamo venduto nulla – racconta la titolare – Né una maglietta degli azzurri, né una bandiera dell’Italia. Che delusione». Eppure per qualche istante la nostra nazionale ci ha fatto credere di potercela fare. «Siamo stati lì lì per pareggiare, non dovevamo per forza vincere bastava semplicemente pareggiare – ripete incredulo Stefano Ursini, un tifoso sfegatato che non ha smesso di crederci per tutta la partita – Eravamo a un passo dal pareggio e ci hanno annullato due goal».
Ecco cosa fa il vero tifoso: difende la squadra e le decisioni del Mister fino in fondo. Per i prossimi quattro anni, quindi, i varesini potranno aggrapparsi all’unica verità calcistica: la disattenzione dei guardalinee e l’incapacità dell’arbitro.
f.tonghini
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