Calcio; Governo accelera su legge per rinnovo degli stadi


Milano, 7 apr. (Apcom)
– Nonostante la crisi economica imponga
altre priorità, il governo non dimentica l’importanza di un
urgente rinnovamento dei 126 stadi italiani utilizzati dal calcio
professionistico e si impegna a accelerare l’approvazione del
ddl, ora all’esame del Senato, che definirà criteri e modalità
per la costruzione e il finanziamento di nuovi impianti. E’ il
messaggio portato stamani ai massimi vertici del calcio da Rocco
Crimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega
allo Sport, durante il convegno “Gli Stadi modulari:
un’opportunità per il calcio italiano” organizzato dal Coni.

“Oggi vediamo l’alba di un nuovo futuro” ha commentato
entusiasta Antonio Matarrese, presidente della Lega Calcio. “Non
si può – ha aggiunto – essere campioni del mondo solo sul campo e
non negli stadi”. A dimostrare la scarsa competitività delle
nostre strutture rispetto al resto d’Europa ci ha pensato lo
stesso Crimi a margine del convegno: il Real Madrid, con 365
milioni di euro, è in cima alla classifica dei club europei per
fatturato, ma la prima squadra italiana, la Juventus, ha ricavi
per soli 167 milioni di euro. Una differenza abissale frutto dei
maggiori proventi della vendita di biglietti e del merchandising,
tipici delle società che hanno costruito uno stadio di proprietà.
“La Juventus c’è riuscita. Non tutti sono la Juventus, ma il suo
esempio vuol dire che si può fare” ha continuato Matarrese.

Secondo il rappresentante del Governo il provvedimento potrà
essere approvato da Palazzo Madama entro l’estate perché è
ampiamente condiviso da tutte le forze politiche e mercoledì ci
sarà la prima riunione del comitato ristretto in commissione
Cultura del Senato incaricato di definire un testo unificato. Già
da ora, ha aggiunto, è inoltre necessario programmare le
audizioni in Commissione dei rappresentanti di Regioni, Province,
Comuni, oltre a quelli delle leghe calcistiche, del Coni, del
Credito sportivo e della Cassa depositi e prestiti. Secondo Crimi
è infatti indispensabile che il ddl sia condiviso a tutti i
livelli.

L’importante, ha concluso il sottosegretario, è che sia
salvaguardato il principio della “gestione virtuosa”. Quella,
cioè, di un impianto polifunzionale e aperto diversi giorni alla
settimana. Muovendo dall’analisi della situazione attuale degli
stadi italiani e della normativa vigente in materia di sicurezza,
il Coni ha presentato oggi uno studio realizzato dalla società di
consulenza Deloitte che propone, in particolare, di sostituire 69
vecchi stadi con meno di 10mila posti con nuove strutture
modulari in grado di aumentare o diminuire gli spazi a sedere
quando una squadra viene promossa o retrocessa.

“E ‘ un modo – ha spiegato Giovanni Petrucci, presidente del
Coni – per diminuire i costi e renderli confacenti all’attività
del club. E’ importate però che intorno ci siano, oltre
all’impiantistica sportiva, cose che possano far vivere durante
la settimana gli sportivi e non”. La dimensione differenziata, ha
aggiunto Giancarlo Abete, presidente della Figc, è “fondamentale”
e “uno stadio funzionale, pur non essendo sufficiente a evitare
la violenza, aiuta ad avere una partecipazione positiva” degli
spettatori. Il presidente della Lega Nazionale Professionisti,
Mario Macalli, ha infine auspicato una legge “non che ci metta in
una situazione di privilegio”, ma solo nella condizione di poter
costruire impianti che facciano “vivere le società e non perdere
quattrini”.

Asa

MAZ

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