Roma, 6 apr. (Apcom) – Con “Lettere di soldati”, Vinicio
Capossela vince la settima edizione del Premio Amnesty Italia,
indetto nel 2003 dalla sezione italiana dell’organizzazione per i
diritti umani e dall`associazione culturale Voci per la libertà
per premiare il migliore brano sui diritti umani pubblicato
nell’anno precedente.
“Ho iniziato a scrivere questa canzone al tempo della prima
guerra del
Golfo – ha spiegato Vinicio. “Tutti noi tremavamo, era la
prima volta che la guerra dava l`impressione di arrivare in casa
di
ognuno, in diretta, per mezzo della televisione, rendendoci
partecipi come a un evento”. La premiazione si terrà il 19 luglio
nella serata conclusiva del concorso musicale dal vivo “Voci per
la libertà – Una canzone per Amnesty” a Villadose, in provincia
di Rovigo.
“Anni sono passati e a quella guerra ne sono seguite altre, per quanto possibile ancora peggiori”, ha aggiunto Capossela. “Dopo la Paura, ho voluto provare a mettere a fuoco l`impersonalità dell`uccidere. La gente che salta in aria da lontano, senza vedersi. E soprattutto il meccanismo della regola d`ingaggio. Il regolamento dell`uccidere. Lo stabilire quando è legale ammazzare.
La freddezza della tecnologia delle armi”. Per il cantante irpino, ma nato ad Hannover nel 1965, una canzone “non è nulla confrontata a quanto fanno le persone che lavorano in organizzazioni come Amnesty International”. L’autore di successi come “Che coss’è l’amor”, ha ringraziato l’organizzazione per il lavoro che svolge e per l’attenzione che gli ha dedicato.
“La canzone `Lettere di soldati` di Vinicio Capossela ci racconta
immagini di guerra crude e realistiche, prive di ogni retorica
romantica e senza alcuna traccia di eroismo”, ha affermato Paolo
Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty
International.
Amnesty International e Voci per la libertà hanno assegnato il
premio a Capossela, perchè la sua canzone fa riflettere sulla
negazione dei diritti umani implicita in ogni guerra, in questo
primo decennio del XXI secolo ancora attraversato da conflitti
sanguinosi e spesso, apparentemente, senza soluzione.
Cuc
MAZ
© riproduzione riservata










