“Maxi frode fiscale: 19 milioni” Varesino nei guai col pilota di F1

“Maxi frode fiscale: 19 milioni” Varesino nei guai col pilota di F1

VARESE C’è anche un imprenditore varesino nel gruppo accusato dalla procura della repubblica di Como di avere architettato, assieme al campione di motonautica Guido Cappellini (per tanti anni in F1), una maxi frode fiscale, riuscendo nell’impresa di sottrarre al fisco italiano, tra il 1999 e il 2007, ben 19 milioni di euro, versati su conti correnti esteri attraverso società appositamente costituite sull’Isola di Man, nelle Isole Vergini e a Bristol, in Gran Bretagna.Tutto si deciderà il 22 dicembre davanti al giudice preliminare Luisa Lo Gatto: il pm Alessandra Bellù contesta a Cappellini addirittura l’associazione per delinquere, coinvolgendo nel procedimento anche il belga William Albert Pampel, a lungo suo consulente commerciale e fiscale, il suo direttore sportivo Attilio Donzelli, 51enne di Mariano Comense, l’amministratore della «Dac worldwide» di Bristol Paul Michiel Van Liendent, 44enne residente nel principato di Monaco, e appunto il varesino Franco Scapini, 49 anni, residente in via Daverio, manager della «F1 Racing Association», il team di Cappellini.Considerato in qualche modo il “dominus” del gruppo, il campione avrebbe per cominciare trasferito alla Dac Worldwide ltd l’attività di raccolta degli sponsor, che in realtà continuava a svolgersi tra Carugo e Mariano Comense, per sottrarla al fisco italiano. Oltre a una serie di contestazione per emissione di false fatture (emesse dalle società estere a

beneficio del team per giustificare il trasferimento dei fondi), ci sarebbero diverse dichiarazioni di redditi omesse, “dimenticate” al solo scopo di evadere Irpef e Iva, benchéi proventi dell’attività sportiva di Cappellini, tra il 1999 e il 2005, risultino regolarmente accreditati su conti correnti monegaschi riconducibili per intero a lui. Gran parte della vicenda orbita, in ogni caso, attorno alla effettiva residenza del campione, che da anni abita formalmente a Monte Carlo, nel Principato di Monaco. La procura sostiene che in realtà si tratterebbe di una residenza fittizia, circostanza che Cappellini respinge con decisione: «È una situazione difficile – aveva già avuto modo di dichiarare quando il fascicolo era stato trasferito da Monza, dove furono svolte le prima indagini, alla procura di Como – mi trovo nella condizione di dover essere io a dimostrare l’effettiva residenza nel principato, non loro, gli inquirenti, a provare che abito altrove…». Sull’effettivo domicilio interviene anche l’avvocato difensore del campione, Anna Maria Restuccia: «Lui – ha detto – abita sicuramente a Monte Carlo… Quanto agli importi che ci vengono contestati, dimostreremo che sono stati contabilizzati in modo erroneo. C’è da ridefinire l’intero perimetro della vicenda… I 19 milioni cui si fa riferimento nel capo di imputazione rappresentano una cifra davvero lontana da ogni riscontro». Appuntamento in aula a dicembre.

s.bartolini

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