Processo ex Maino rinviato La testimone non si trova 

GALLARATE Processo ex-Maino, un altro rinvio per la deposizione del testimone-chiave Anna Maria Iametti. La cartolina di notifica non arriva a destinazione, al giudice Adet Toni Novik non resta altro che rinviare l’udienza al prossimo 1° febbraio. Doveva essere una giornata decisiva per il processo per le tangenti all’ex-Maino in cui sono imputati il “dominus” del Pdl gallaratese Nino Caianiello e l’architetto Piermichele Miano, accusati dal sostituto procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Roberto Pirro Balatto di corruzione. Ma il testimone-chiave Anna Maria Iametti, ex moglie del grande accusatore Leonida Paggiaro e custode della verità sulle agendine su cui la donna annotava ogni uscita economica della famiglia, che costituirebbero secondo l’accusa la “pistola fumante” del versamento delle tangenti per accelerare l’approvazione del piano urbanistico per la riqualificazione dell’area ex Maino di via Pegoraro (oggi occupata

dal supermercato Esselunga), non era presente in aula. Formalmente, a meno che non abbia letto i giornali, la donna non sapeva nemmeno di essere stata chiamata a deporre dal pm Pirro, in quanto la cartolina di notifica dell’invito a comparire non è mai pervenuta a destinazione. Anna Maria Iametti infatti, che risulta residente a Las Palmas nelle Isole Canarie ma che sarebbe domiciliata a Gallarate, sarebbe irreperibile: vani i diversi tentativi fatti nel corso dei mesi di notificare l’invito a comparire in uno dei diversi indirizzi di domicilio noti alla giustizia. Inevitabile a questo punto il rinvio dell’udienza, programmato per il 1° febbraio alle 9.30. La “caccia” al testimone continua: senza la notifica infatti la procura della Repubblica di Busto Arsizio non può emettere un provvedimento di obbligo a comparire nei confronti della donna.

s.bartolini

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