Roma, 3 dic. (Apcom) – Il Mar Morto vive e modifica l’atmosfera che lo circonda, fino a produrre concentrazioni nell’aria di ossido di mercurio mai osservate in altre parti del Pianeta, esclusi i Poli. È quanto emerge dagli strumenti di misurazione dei ricercatori americani del Desert Research Institute e di quelli israeliani della Hebrew University. Il mercurio si trova nell’atmosfera in due forme, in parte prodotto da processi naturali
o per mano dell’uomo. La spedizione scientifica guidata da Daniel Obrist ha individuato “alcuni tra i livelli più alti di ossido di mercurio del Pianeta” sopra il Mar Morto, un luogo inospitale per eccellenza – le temperature raggiungono i 45 gradi -, reso ancora più minaccioso da gas letali. “Quando entrano nella catena alimentare, ad esempio tramite i pesci, – ricorda Obrist – possono essere molto dannosi per l’uomo”.
Noe
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