VARESE Roba da far concorrenza ai pastori e ai Re Magi che arrivavano da Gesù Bambino: quante prelibatezze, quanti cibi genuini, insomma quanti veri tesori. E nella sede varesina del consorzio agrario vanno in scena prove tecniche di ciò che le aziende del Varesotto sanno già da un pezzo: la nostra provincia ha nell’agricoltura un punto di forza e può essere autarchica anche a tavola.L’occasione è l’avvicinarsi del Natale. Si può mangiare e bere varesino, senza problemi. Soprattutto, si possono gustare prodotti di casa nostra, con una convenienza e una genuinità certificate. Offrire un cesto natalizio made in Varese? Una sfida vinta, come dimostra il tavolo imbandito al consorzio agrario provinciale. Alla presenza del presidente del Consorzio Adriano Bortoli, del dirigente amministrativo Noris Guidali (che ci ha messo anche gli ortaggi,
filo che conduce alla sua passione bio pure in altri prodotti come quelli cosmetici) e Ignazio Bonacina, membro del Cda, va in onda una sfilata da leccarsi i baffi. E che fa credere nel presente e nel futuro dell’agricoltura varesina. Mostra fiero il salame prealpino Andrea Minoli, e così Marco Bina con le pesche di Monate, Joris Lavini il suo miele, Giannino Brusa gli asparagi. Roba da brindare, ed ecco che arriva Giuliana Tovaglieri con il vino. Né si possono scordare formaggi e olio.Fa bene all’agricoltura, ma anche al turismo e all’economia, sottolineano gli agricoltori.E se un varesino a Natale vuole raccogliere la scommessa e mangiare “in casa sua”? Può trovare tutte le aziende dei consorzi sul sito di Varese da gustare http://varesedagustare.it/. Assaggiare per credere.Marilena Lualdil’articolo completo sull’edizione di oggi
m.lualdi
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