“I soldati? Basta Afghanistan Mandiamoli in Meridione”

“I soldati? Basta Afghanistan Mandiamoli in Meridione”

VARESE Altro che soldati in Afghanistan. Sarebbe meglio mandarli in Meridione, dove tra corruzione e mafia servirebbe il loro intervento. O tenerli in Italia per evitare attentati come a Londra ed a Madrid. Il Carroccio di Varese, a partire dal sindaco Attilio Fontana, chiede il ritiro delle truppe, appoggiando il presidente del Veneto Luca Zaia. Il sindaco leghista ribadisce il particolare legame che unisce Varese alle forze armate e la vicinanza alle famiglie dei soldati, ma puntualizza che “le missioni internazionali costano molto, sia in vite umane, che dal punto di vista economico. Possono permettersele i Paesi virtuosi, con i conti di bilancio a posto, non certo l’Italia che è un Paese in bancarotta”.Quindi sarebbe meglio andarsene. “Invece di spedire i soldati in giro per il mondo a rischiare la vita – continua Fontana – il Governo usi quelle risorse per dare ossigeno ai bilanci degli enti locali, per dare più soldi per scuole pubbliche, agli asili nido, alle strade sicure ed alle politiche sociali per fare fronte alla crisi economica, impiegando sul nostro territorio il personale militare nel contrasto della criminalità e del terrorismo. Come

insegnano le tragiche esperienze di Madrid e Londra, è in Europa che si annidano le peggiori insidie”. “La solidarietà ai soldati e alle famiglie delle vittime è un punto fermo – dice l’assessore leghista Fabio Binelli – ma sarebbe certamente più utile al Paese se le Forze Armate, piuttosto che cercare il  fantasma di Bin Laden, andassero in Campania alla ricerca del bilancio della sanità pubblica”. Sulla stessa linea anche il consigliere provinciale Marco Pinti. “La missione di pace in Afghanistan è in realtà una vera e propria missione di guerra, quindi contraria alla Costituzione di cui oggi, con il ricordo dell’Ottobre di Sangue, la città ha celebrato i valori fondamentali. Siamo vicini ai nostri soldati che compiono il loro dovere, ma non dobbiamo dimenticare che non è certo bombardando vittime innocenti, come spesso succede all’aviazione americana, che si combatte il terrorismo. L’Afghanistan si sta rivelando un nuovo Vietnam, un tragico errore di cui la classe dirigente del Paese dovrebbe prendere atto per riportare tutti a casa dove certo non mancano regioni in cui lo Stato dovrebbe imporre maggiormente, anche con la forza, la sua presenza”. Marco Tavazzi

s.bartolini

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