Shoah; Berlusconi:Leggi razziali ferita profonda,non dimenticare

Shoah; Berlusconi:Leggi razziali ferita profonda,non dimenticare


Roma, 27 gen. (Apcom)
– Le leggi razziali emanate nel ’38 sono
“una ferita profonda inferta non solo alla comunità ebraica, ma
alla intera società italiana”. Lo sottolinea il Presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi, in un messaggio per la Giornata
della Memoria.

“In questo giorno, 64 anni or sono, furono abbattuti i cancelli
di Auschwitz. Questa data e quel luogo sono il paradigma dello
sterminio di un popolo che ha segnato per sempre la storia
dell’umanità. Non lo dimenticheremo mai”, scrive il premier. “Per
questo nutriremo il ricordo della Shoah con celebrazioni e
iniziative rivolte in modo particolare ai giovani, affinché
sappiano a quale punto di aberrazione può arrivare l’odio
dell’uomo contro l’uomo. Non solo. Il Governo invita gli
insegnanti e gli studenti a fare tesoro di questa ricorrenza in
tutte le scuole, perché il ‘Giorno della Memoria’ insegni a
tutti, una volta di più, il valore della pace e della convivenza
pacifica tra i popoli”.

Berlusconi si sofferma in particolare su quella che definisce “una delle pagine più buie della storia del nostro Paese: l’emanazione delle leggi antiebraiche”. Nel settembre del 1938, ricorda il premier,” studenti e insegnanti furono bruscamente allontanati dalle scuole e dalle università, ed il 17 novembre, con decreto legge, fu vietato agli ebrei di contrarre matrimoni misti, di possedere aziende, terreni, fabbricati, di prestare servizio nelle pubbliche amministrazioni e nelle forze armate. Nei mesi successivi gli ebrei furono cancellati dagli albi professionali, fu loro vietato il commercio, l’accesso negli uffici pubblici, la partecipazione alla vita politica ed alla vita sociale, fu sospesa la pubblicazione di tutta la stampa ebraica, fu vietato suonare le

loro musiche, rappresentare le loro opere teatrali, proiettare i loro film; anche i nomi delle strade a loro intitolate furono cambiati. Si voleva cancellare tutto quanto attestasse la loro presenza nella vita nazionale ed il loro contributo doveva sparire in ogni sua manifestazione. Fu spezzato così un profondo e secolare legame tra i cittadini italiani ebrei ed il loro Paese, l’Italia, alla cui storia avevano contribuito con il lavoro illuminato di intellettuali, scienziati, artisti, ma anche con l’apporto di cittadini comuni. Come non ricordare ancora l’ampia partecipazione degli ebrei alle lotte risorgimentali, il loro contributo alla costruzione dell’Italia unita, alla formazione della coscienza nazionale ed alla difesa della Patria nella Grande Guerra”.

“Le leggi antiebraiche – afferma il premier – sono ancora
avvertite come una ferita profonda, inferta non solo alla
comunità ebraica, ma alla intera società italiana, che perse
improvvisamente una parte importante della propria storia.
Migliaia di nostri concittadini, colti dallo sgomento e
dall’incredulità, furono immotivatamente emarginati e privati
della propria identità, dichiarati ‘non Italiani’. Purtroppo
sappiamo come le tragiche conseguenze di queste leggi incivili e
disumane abbiano portato a quella che i nazisti, nel loro
sciagurato progetto, chiamavano ‘soluzione finale del problema
ebraico’. Gli ebrei scampati allo sterminio, sconvolti
fisicamente, moralmente ed economicamente, rimarginando le
incommensurabili fratture createsi nella società italiana, non
hanno poi esitato a dare il loro contributo per la costruzione
comune della nuova Italia repubblicana, anche attraverso la
partecipazione alla Resistenza ed alla nascita della
Costituzione”.

Berlusconi ricorda infine come “la determinazione a sanare quella
ferita aperta nel 1938 ha fortemente contribuito ad ispirare
l’Assemblea costituente nella scrittura della nostra Carta
fondamentale, con la quale sono state delineate le basi di una
democrazia che non consente che siano mai più violati i diritti e
la dignità di ogni cittadino. I principi costituzionali di
uguaglianza e di libertà di pensiero e di religione mantengano
viva, sempre, la coscienza di quale debba essere la nostra
strada”.

Red/Rea

271019 gen 09

MAZ

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