Roma, 19 gen. (TMNews) – Serve la gratuità nelle adozioni internazionali per far sì che non si verifichino mai più casi come quello avvenuto nel frusinate, dove una coppia ha pattuito il pagamento di 25mila euro a una donna di origini ucraina per avere il suo bambino. A proporla è l’associazione avvocati matrimonialisti italiani, Ami, che “condivide l’ambizioso progetto del Parlamento Europeo di facilitare le adozioni internazionali al fine di impedire, o quantomeno ridurre, il fenomeno della compravendita illegale di bambini o la sosta di questi ultimi presso internati o strutture simili”.
I costi di un’adozione internazionale per due coniugi italiani variano tra 5 e 20.000 euro, senza tenere conto di tante spese accessorie, ma spesso indispensabili, da sostenere all’estero. I tempi sono compresi tra i 18 ed i 40 mesi, a seconda del Paese di origine del bambino da adottare. ‘Comprare’ un bambino o adottarlo costa quindi la stessa cifra: circa 15-20 mila euro. La differenza è che il mercato nero consegna i bambini in tempo reale, mentre l’attuale sistema costringe le coppie ad attese insopportabili.
Red/Cro
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