VARESE (a.morl) «Siamo contro l’illegalità, ma i giovani se non hanno uno spazio dove andare è giusto che occupino – è la provocazione di Alessio Tadiello, presidente dell’associazione Nessundorma che ha sede in via Merano – a Varese, in questo momento che il Nessundorma è chiuso, non c’è niente da fare. Ci sono politiche repressive per l’alcol e i giovani sono costretti a passare la serata tra un bar e l’altro. Mi sembra un controsenso».
Cosa proponeva il Nessundorma rispetto agli altri locali?
«Concerti, mostre, proiezioni di film non usciti nelle sale. Abbiamo fatto manifestazioni di vario tipo e abbiamo collaborato con un collettivo tunisino per un’iniziativa a cui ha presenziato la questura. Ci siamo sempre mossi nella legalità».
Perché occupare anziché aprire un club?«Per aprire i locali ci vogliono molti sforzi. Noi siamo ancora in passivo. È inutile che i giornali dicono che vogliamo guadagnare perché i nostri conti mostrano il contrario e con due settimane di chiusura, in cui rimangono da pagare le spese di affitto e di fornitura di energia, rischiamo grosso. Cinque anni fa, prima che fondassimo l’associazione, avevamo chiesto uno spazio e nessuno ce lo ha dato. Il Comune non ha appoggiato
la creazione di uno spazio sociale, cosa che invece hanno fatto altri comuni più piccoli. Del resto se vengono a mancare i posti in cui i giovani si possono esprimere, questi si ritrovano nei rave e nei centri sociali. Cosa che non accadrebbe se ci fossero posti legali, dove si possa stare insieme senza consumare niente. Quando si sgombera un posto se ne apre un altro. E sarà così fino a quando non si troverà una soluzione al problema».
Riaprirete?
«Noi ci stiamo muovendo per poterlo fare prima possibile. Anche a Bellinzago Novarese dovevano suonare i 99Posse e glielo hanno proibito all’ultimo momento per cavilli burocratici. Alla fine il concerto è stato fatto in un centro sociale a Milano. La stessa cosa è capitata a noi con Babaman. Ma vedrete, ce la faremo».
e.marletta
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