VARESE La crisi mette in ginocchio anche la festa dei lavoratori. I quali, anziché godersi il Primo Maggio, dovranno restare a bottega aperta. Non bastavano le polemiche che hanno contrapposto l’amministrazione ai sindacati sulle possibili aperture del 25 Aprile, ora arriva anche la proposta di lavorare persino durante la Festa dei Lavoratori. Il piano anticrisi del Comune ha deciso di non guardare in faccia alle festività. E, per far fronte al calo dei consumi e alla crisi generalizzata, spingere affinché i negozi non abbassino le serrande nemmeno nei giorni considerati “out” al lavoro dal dopoguerra ad oggi. «Non vogliamo imporre niente – spiega l’assessore al commercio Salvatore Giordano (Pdl) – ma come amministrazione abbiamo il dovere di rilanciare il commercio, messo in ginocchio dalla congiuntura economica che ci ha impoveriti tutti. Rinunciare a tenere aperti i negozi in due giorni di festa, durante i quali la gente è a casa dal lavoro e c’è la possibilità di concludere affari e far tirare agli esercizi una boccata d’ossigeno, sarebbe da folli. Detto questo non cercheremo certo una risoluzione che preveda l’apertura coatta. Ci siederemo al tavolo con le associazioni di categoria e i sindacati in modo da trovare una soluzione: l’ideale è una serie di aperture mirate, che siano conformi al calendario emanato dalla Regione sulle aperture festive. Aperture che non devono opprimere i lavoratori ma consentire di rilanciare in parte l’attività commerciale».Negli ultimi tempi, l’assessore Giordano ha puntato molto sul rilancio del commercio in città. E dal fronte dei parcheggi,
sul quale ha proposta tariffe agevolate e incentivi alla sosta in centro, arriva a difendere la possibilità degli esercenti di non rinunciare alla clientela dei giorni festivi. E mentre da parte dei negozianti non è ancora una posizione definitiva, anche se i rappresentanti della categoria sembrano propensi per il no, Giordano va avanti. Ricordando i problemi occupazionali che affliggono le attività commerciali del centro. «Si sta pensando a casse integrazioni anche per i dipendenti di alcune attività del centro storico – conferma – per cui è il momento di non tirarsi indietro di fronte ai compromessi. Sono fiducioso che dal prossimo incontro possa venire fuori un progetto condiviso». L’assessore può contare sulla solidarietà del suo partito. «Siamo favorevoli a tutto ciò che incentiva il commercio – dice Piero Galparoli, presidente della commissione commercio – fermo restando che occorre l’accordo delle associazioni, la linea di incentivare il commercio anche nei giorni festivi, a fronte della crisi, ci sembra l’unica soluzione».Assolutamente a favore è il consigliere del Pdl Stefano Clerici. «Non vedo perché i negozi possono restare aperti durante le festività sacre, ormai quasi tutte disconosciute dalla morale comune, mentre ci sia tutta questa levata di scudi per due feste laiche – attacca – non ci possono essere due pesi e due misure. Quindi, ben vengano i negozi. Soprattutto per il 25 Aprile, che rappresenta solo la festa di San Marco». Contraria l’opposizione. Angelo Zappoli, capogruppo della Sinistra, considera l’apertura festiva dei negozi solo propaganda ad uso e consumo della maggioranza.
Marco Tavazzi
s.bartolini
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