Alma Pizzi, giornalista professionista, consulente stampa, docente di giornalismo e autrice. Età: “mi sono sposata a vent’anni e in questi giorni abbiamo festeggiato i 40 anni di matrimonio: fate voi il conto”. Sposata con Claudio Pasquali, medico, ha tre figlie: Cristina di 39, Cecilia di 37 e Chiara di 35 anni, tre generi e sei nipoti dai 18 ai 2 anni. Abita a Laveno Mombello dal 1977, dopo aver abitato a Ghirla nei primi 20 anni, poi a Milano e a Varese.
La località del Varesotto che lei ama di più?
Amo il Lago Maggiore da sempre e ora lo posso ammirare nella sua completezza dalla mia mansarda-studio. Anche quando sono fuori per lavoro, al rientro mi affaccio a guardare il lago prima di andare a dormire: una visione che mi ispira e mi dà tanta pace.
E quella che invece odia?
La parola “odio” non è nel mio vocabolario. Preferisco dire che non mi piace il Basso Varesotto, perché l’antica industrializzazione e la conseguente intensa urbanizzazione hanno cancellato quel poco di affascinante che c’era nelle località di brughiera.
Dove va a cena?
Cerchiamo sempre locali nuovi nell’area del lago, facendoci consigliare da uno dei generi che è appassionato di cucina e conoscitore della ristorazione: non abbiamo mai sbagliato scelta. Ci piace anche cenare a casa con la nostra grande famiglia di 14 persone, oppure con gli amici.
Dove fa shopping?
Per fortuna non ho la “shopping mania”. Acquisto quel che mi serve quando mi serve. Vado prevalentemente negli spacci aziendali, che nel Varesotto sono numerosi e spesso di grande qualità. Evito i centri commerciali perché non amo la folla e la troppa merce esposta.
Una sera fuori (teatro, musica, cabaret): Varese o Milano?
Varese e Milano raramente, quando c’è qualche evento che val la pena seguire. Amiamo invece le Settimane musicali di Stresa e la Stagione organistica nell’Alto Varesotto.
Lo scenario ideale per una dichiarazione d’amore?
Il Parco Castello che domina il golfo di Laveno Mombello: era una mèta frequente quando eravamo fidanzati e non avremmo mai immaginato che la vita ci avrebbe portati a stabilirci a Laveno Mombello.
La strada più suggestiva da percorrere in auto?
La verde e fresca strada della Valganna, un’oasi anche quando si è in auto: la percorrevo spesso nei miei primi vent’anni, quando abitavo a Ghirla.
La strada più brutta? L’autostrada Varese-Milano con prosecuzione per Bergamo: il mio incubo per tanti anni quando dovevo fare questa direttrice per motivi di lavoro. Partivo alle 6 del mattino per non trovare code e rientravo tardi la sera per lo stesso motivo.
Il più grande pregio della provincia? Avere molti abitanti che singolarmente o a gruppi sono solidali con il prossimo della provincia o di varie parti del mondo. Sono solita dire che “il filo d’oro di Varese solidale” lega persone che non si conoscono e che hanno le stesse motivazioni altruistiche. Bisognerebbe far di più per “metterle in rete”.
Il più grande difetto? Se tante persone sono aperte al prossimo, le iniziative che vengono proposte da Provincia e Comuni sono spesso di contenuto edonistico, come se tutti avessimo a cuore solo il divertimento. E’ un contrasto che sento forte e che vorrei veder sanato dai nostri amministratori.
e.marletta
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