Roma, 10 apr. (Apcom) – Una mamma corriere della droga che si serve dei figli per tentare di evitare i controlli, non può sperare di evitare l’arresto. Nemmeno se è incensurata. La sua “spregiudicatezza” pesa molto di più della fedina penale pulita e almeno gli arresi domiciliari sono assicurati. Queste in sintesi le ragioni che hanno portato la Cassazione a bocciare senza mezze misure il ricorso di una donna di Catania che dopo essere stata arrestata perché sorpresa a trasportare oltre due chili di eroina utilizzando i due figli di 5 e 7 anni per tentare di passare inosservata, sperava di ottenere anche la revoca degli arresti domiciliari.
Il fatto di essere incensurata, questa la sua tesi, avrebbe giustificato un processo a piede libero. Ma prima il tribunale del riesame di Catania, poi i giudici della sesta sezione penale della Suprema Corte con la sentenza 14928, sono stati di tutt’altro avviso. La mamma intraprendente, secondo la Cassazione, “ha dimostrato una indubbia spregiudicatezza nell’organizzare o, quanto meno, nel prestarsi ad effettuare un trasporto di un ragguardevole quantitativo di eroina coinvolgendo di fatto i due bambini di 5 e 7 anni”. Soprattutto perché, aggiunge la Corte, il coinvolgimento dei piccoli non era casuale ma ideato al solo fine, “di ottenere una possibile copertura in caso di controlli delle forze dell’ordine”. Insomma, l’amore materno non può diventare un’occasione per farla franca.
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