Primo processo Corte penale Aia contro arruolamento di bambini

Primo processo Corte penale Aia contro arruolamento di bambini


Aia, 27 gen. (Ap)
– A sei anni dalla sua nascita, la Corte penale
internazionale (Cpi) ha aperto il suo primo processo, chiamando a
rispondere l’ex signore della guerra congolese Thomas Lubanga
dell’accusa di aver arruolato bambini-soldato. Per gli attivisti
dei diritti umani, il processo contro Lubanga segnerà una pietra
miliare per la giustizia, perchè è la prima volta che la
giustizia si occupa esclusivamente di minori rapiti, picchiati,
abusati, drogati e costretti a combattere.

In completo scuro e cravatta rossa, Lubanga è entrato in aula
accompagnato dal suo avvocato francese, Catherine Mabille, e si è
dichiarato non colpevole davanti ai tre giudici della corte. Il
leader congolese è accusato di aver arruolato migliaia di bambini
nella guerra civile che sconvolse la provincia Ituri, nella
Repubblica democratica del Congo, dal 2002 al 2003. Lubanga, 48
anni, si è sempre presentato come un patriota, impegnato a
contrastare il saccheggio delle ricche risorse minerarie della
provincia orientale dell’Ituri da parte di ribelli e combattenti
stranieri.

Nella sua dichiarazione iniziale, il Procuratore generale della
Cpi, Luis Moreno-Ocampo, ha dichiarato: la milizia di Lubanga ha
“reclutato, addestrato e usato centinaia di bambini per uccidere,
saccheggiare e stuprare. I bambini soffrono ancora oggi le
conseguenze dei crimini commessi da Lubanga. Non riescono a
dimenticare quello che hanno sofferto, quello che hanno visto,
quello che hanno fatto”.

Moreno-Ocampo ha quindi mostrato dei filmati girati in un campo
di addestramento di Lubanga, in cui sono visibili bambini e
ragazzi, alcuni con la mimetica militare, altri in maglietta e
calzoncini. Il procuratore ha precisato che i bambini venivano
sequestrati a scuola e nei campi da calcio, quindi venivano
picchiati, e spesso uccisi, durante l’addestramento. Le bambine
venivano prese come “spose” dai comandanti della milizia. “Non
appena i petti delle ragazzine crescevano, i comandanti di Thomas
Lubanga potevano scegliere le loro donne”, ha precisato
Moreno-Ocampo. Poi ha sottolineato: “Mogli è una parola
sbagliata. Erano schiave sessuali”.

Le Nazioni Unite stimano in circa 250.000 i bambini-soldato oggi
impiegati nei conflitti in atto in più di una decina di Paesi.
“Questo primo processo della Cpi manderà un messaggio chiaro che
l’uso di bambini nei combattimenti è un crimine di guerra che può
e sarà perseguito”, ha commentato Param-Preet Singh, consigliere
di Human Rights Watch. Fino ad oggi, solo la Corte Onu per i
crimini nella Sierra Leone aveva condannato dei ribelli per aver
fatto ricorso a bambini-soldato, ma il processo che si è aperto
oggi è il primo a concentrarsi esclusivamente su tale crimine.

Lubanga venne arrestato dalle autorità congolesi nel 2005 e
trasferito all’Aia l’anno dopo. E’ uno dei quattro sospetti sotto
custodia della Cpi, tutti originari della Repubblica democratica
del Congo. Il processo doveva iniziare lo scorso giugno, ma è
stato rinviato di sei mesi perchè i pubblici ministeri non
avevano trasmesso ai giudici e agli avvocati della difesa il
materiale confidenziale ricevuto dalle Nazioni Unite. Onu e
organizzazioni non governative hanno fornito più di 200 elementi
di prova, alcune delle quali potrebbero essere a favore
dell’imputato. Un attivista che ha partecipato alla
smobilitazione delle milizie, Bukeni Tete Waruzi, ha dichiarato
che alcuni bambini-soldato si unirono di propria volontà ai
gruppi dei ribelli per proteggere le loro comunità. Altri vennero
rapiti e costretti a combattere.

Le udienze vedranno la partecipazione di 93 vittime,
rappresentate da otto avvocati, che intendono presentare
richiesta di risarcimento. L’accusa intende chiamare a
testimoniare 34 persone e auspica di concludere il processo in
pochi mesi. Nove dei testimoni sono ex bambini-soldato che hanno
accettato di rivivere l’orrore del loro servizio militare, ha
annunciato Moreno-Ocampo: “Verranno ad affrontare crimini del
passato e pregiudizi del presente, in particolare con le loro
comunità”.

Sim

261630 gen 09

MAZ

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