Teatro; ‘Col piede giusto’ porta in scena pirateria stradale

Teatro; ‘Col piede giusto’ porta in scena pirateria stradale


Roma, 10 apr. (Apcom)
– Dalla fuga dopo l’incidente stradale alla
fuga dalle responsabilità. La commedia ‘Col piede giusto’, che
debutta in prima nazionale il 16 aprile al Teatro Sala Umberto di
Roma, affronta con le risate un tema caldo, come l’impunità’ di
molti pirati della strada e il vantaggio di nascere ricchi
nell’uscire indenni dai processi. Protagonisti della pièce, che
resterà in scena fino al 29 aprile, sono Amanda Sandrelli, Blas
Roca Rey, Eleonora Ivone e Simone Colombari.

“Nell’89 debuttai proprio qui, al Teatro Sala Umberto, con
‘Naja’, uno spettacolo sui suicidi nelle caserme che vinse il
Premio Riccione – ha raccontato oggi in conferenza stampa Angelo
Longoni, autore e regista – quell’esordio ha segnato il mio
ingresso nel teatro che conta, è stato il mio battesimo di fuoco
e da allora in poi ho sempre scelto di trattare argomenti che
avessero a che fare con il sociale. Questo autunno al Teatro Lo
Spazio ho portato in scena una pièce sulla violenza giovanile
‘Bravi ragazzi’ e ora ho voluto avvicinarmi alla ‘pirateria’
stradale. E’ chiaro che non si tratti di una novità, ma nel 2008
ci sono stati 323 casi in cui l’automobilista che ha provocato
l’incidente è fuggito e 93 vittime della strada. Ho tentato di
raccontare la fuga di responsabilità diffusa a macchia d’olio in
tutti i momenti della vita sociale. Lo vediamo anche ora, con il
terremoto in Abruzzo, come tutti fatichino nel tentativo di
togliersi le responsabilità. E questo tocca tutti i campi, dalla
scuola al vivere civile”.

Ad ispirare Longoni fu proprio l’aver vissuto un’esperienza simile. “Io e mia moglie siamo stati coinvolti in un incidente stradale – ha continuato il regista – e mentre noi eravamo a terra l’uomo che ha provocato l’incidente pensava a chiederci di non chiamare i vigili e si preoccupava di non pagare di tasca sua e di non perdere la patente. Tutto questo mentre noi avevamo bisogno urgente di un’ambulanza.

La commedia prende avvio da un avvenimento tragico e poi fa vedere come ciascun personaggio cerchi di sfruttarlo per interessi personali. Non c’è un personaggio buono in tutta la storia, dalla vedova in seguito all’incidente, all’avvocato che difende l’automobilista che ha provocato la morte della vittima. Tutti giocano una partita di interessi personali, che hanno a che fare con il denaro, la posizione sociale e i sentimenti: tutto è negoziabile”.

E, tra le risate, la commedia fa emergere il cinismo. “Ho
cercato di trattare la questione attraverso la tipica commedia
all’italiana, come quella di Mario Monicelli e Dino Risi – ha
proseguito Longoni – chi causa un incidente non è sempre un
delinquente, e spesso nascere ‘col piede giusto’ è indispensabile
per uscirne impuniti. Per questo non ho scelto un rumeno ubriaco
o un giovane fatto di cocaina. A causare l’incidente è un
politico, e la casta fa muro per proteggerlo: lo fa passare
indenne dal setaccio della giustizia. La gestione dell’incidente
riflette le regole della società italiana”.

Interpreti della pièce sono Amanda Sandrelli, nei panni della
vedova dell’uomo ucciso dal pirata della strada, Blas Roca Rey,
avvocato difensore del ‘pirata’, Eleonora Ivone, moglie del neo
eletto deputato che ha provocato l’incidente e Simone Colombari,
l’uomo fuggito dalle sue responsabilità.

“Questo spettacolo, che utilizza l’incidente stradale come
spunto, è secondo me molto importante – ha spiegato Ignazio
Cianfanelli, rappresentante dell’Associazione vittime della
strada – mio figlio è morto nel ’99 in un incidente stradale,
quando mi chiamano in televisione mi danno due minuti per far
piangere raccontando la mia testimonianza. Ma questo non è quello
di cui c’è bisogno: lo spettacolo riesce a far ridere e
riflettere, la sua forza sta in questo”.

Lo spettacolo rende evidente che il fenomeno di fuga dalle
responsabilità è diffusissimo. “Trovare una presa di
responsabilità da Istituzioni e da chi causa un incidente in
Italia è difficilissimo – ha commentato Amanda Sanrelli – e il
restare impuniti invita alla fuga. Io non dico che ci debba
essere una pena immensa, non si deve trattare di una vendetta, ma
del rispetto della giustizia. C’è una battuta nello spettacolo in
cui io dico ‘Quando io denuncio qualcuno, questo va in galera
giusto?’ e l’avvocato, ridendo, mi risponde ‘Ma, signora, siamo
in Italia!’ e il pubblico, nelle quattro repliche che abbiamo
fatto, è scoppiato in una risata. Noi ci stiamo rassegnando al
fatto che le regole non vengono rispettate”.

Anche il titolo ha un significato preciso. “‘Col piede giusto’
fa capire quanto sia importante in Italia nascere e crescere in
una famiglia che abbia il potere – ha aggiunto la Sandrelli – in
questo caso, nascere ricchi significa partire con il piede
giusto. Anche se nemmeno la vedova, che io interpreto e che viene
da un livello sociale basso ed è una ‘coatta’ romana, è un
personaggio positivo. Il suo bisogno di soldi rende più
accettabile un comportamento poco virtuoso. La mancanza di
responsabilità e di etica non fa parte di una classe sociale:
questa è l’unica cosa negativa che unisce tutti”.

E sulla sua scia si è inserito il marito Blas Roca Rey: “Il
nostro è il Paese in cui è più difficile evincersi dal proprio
status sociale. Un figlio di un operaio non avrà mai le stesse
opportunità del figlio di un senatore”.

Caw

MAZ

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