Roma, 10 apr. (Apcom) – Un errore da dilettanti ha costretto il
capo dell’anti-terrorismo di Scotland Yard a rassegnare le
dimissioni e mettere la parola fine ad una lunga e onorata
carriera all’interno di uno degli apparti di polizia più celebri
e rinomati al mondo che negli ultimi tempi sta però collezionando una sequela di tragiche, e in alcuni casi imbarazzanti, negligenze.
La bufera è scoppiata quando l’Assistant Commissioner Bob
Quick si recava a Downing Street per un incontro con il premier
Gordon Brown e il ministro degli Interni Jacqui Smith nell’ambito
di un briefing su una delicatissima operazione di
anti-terrorismo, che sarebbe scattata di lì a poche ore. Sceso
dall’automobile davanti alla residenza del primo ministro, Quick
è stato immortalato dai fotografi con in mano un faldone di
documenti, su cui si potevano leggere informazioni top-secret
sull’operazione in questione, il cui nome in codice era
“Pathway”.
La foto è ben presto finita sui siti dei principali quotidiani
online, rivelando la strategia su come smantellare la cellula di
presunti terroristi legati ad Al Qaida, le modalità di intervento
e i nomi della squadra di poliziotti incaricata di portare a
termine il raid. Ironia della sorte, il documento illustrava
inoltre la strategia da adottare con i media, una volta
effettuati gli arresti.
Il blitz, vista la fuga di notizie, è stato così frettolosamente
anticipato: previsto per le prime luci dell’alba, è
scattato l’altro ieri in pieno giorno. Dodici le persone arrestate tra
Manchester, Liverpool e Lancashire. Si tratta di 11 studenti di
origine pachistana e di un britannico, tutti presunti
collaboratori di Al Qaida.
Malgrado il “successo” dell’operazione, stamani di buon’ora
Quick ha annunciato le sue dimissioni, accettate “con rammarico”
dal sindaco di Londra, Boris Johnson. L’Assistant Commissioner –
peraltro già al centro di un acceso dibattito in quanto
responsabile della perquisizione negli uffici e l’arresto senza
mandato del parlamentare conservatore Damian Green alla fine del
2008 nell’ambito di alcune indagini su un fuga di notizie nel
ministero degli Interni – rischia ora di andare incontro a
sanzioni penali. Al suo posto è stato intanto nominato un
veterano della Metropolitan Police, John Yates, a capo delle
indagini sulle onorificenze in cambio di denaro.
Per Scotland Yard si tratta di una nuova tegola in testa caduta
nel pieno delle polemiche sul video che mostra l’aggressione
durante le manifestazioni di Londra contro il G-20 di un
edicolante, Ian Tomlinson – poi morto per infarto – da parte
della polizia. Se le indagini
stabiliranno un nesso tra l’aggressione e la crisi cardiaca
sopraggiunta poco dopo, l’agente – che nel video amatoriale
consegnato al Guardian da un turista di New York, è
irriconoscibile perché porta un passamontagna e non indossa il
cartellino di identificazione – rischia una condanna per omicidio
colposo.
Sarà un’inchiesta dell’Independent Police Complaints Commission
a dover fare luce sulla morte di Tomlinson, anche se in molti nel
Regno Unito hanno perso fiducia nell’organo incaricato di
controllare l’operato della polizia. E’ ancora vivo infatti il
ricordo della tragica uccisione di Jean Charles de Menezes
freddato dagli agenti della Met nel luglio 2005 – due settimane
dopo i sanguinosi attentati nel cuore di Londra, costati la vita
a 52 persone – dopo essere stato scambiato per un kamikaze. Le
indagini si sono concluse con una multa ma nessuna
incriminazione.
Le ultime vicende mettono a dura prova la nuova dirigenza di
Paul Stephenson, succeduto due mesi a Sir Ian Blair alla guida di
Scotland Yard. Blair fu costretto alle dimissioni proprio
sull’onda dei recenti scandali, il caso de Menezes in primis. Fu
proprio lui a tentare di insabbiare la vicenda, confermando
subito dopo l’agguato mortale la tesi dell’uccisione di un
terrorista, sebbene fosse immediatamente lampante che si era
trattato di un tragico errore. De Menezes era infatti
completamente disarmato.
Tentativo di insabbiamento che avrebbe potuto ripetersi anche
nel caso di Tomlinson, se non fosse stato per un video amatoriale
consegnato alla stampa che l’ha diffusa. La stessa stampa che non
si è fatta sfuggire i particolari top-secret di “Pathway” e che
ha fatto ancora una volta tremare i piani alti di Scotland Yard.
Bfr
MAZ
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