Bruxelles, 9 apr. (Apcom) – Il direttore dell’Ufficio europeo di
Greenpeace, Jorgo Riss, ha inviato oggi una lettera al
commissario Ue alle Imprese, Guenter Verheugen, esprimendo
“preoccupazione” e criticando duramente come “uno spreco di
denaro” i regimi di rottamazione delle auto in corso di
attuazione in molti Stati membri. Secondo l’organizzazione
ambientalista internazionale, pur costando “più di 8 miliardi di
euro ai contribuenti europei”, i regimi di rottamazione “non
aumenteranno la competitività del settore auto, né porteranno
benefici al clima, all’ambiente o alla sicurezza stradale”.
“I regimi di rottamazione servono solo a dissimulare il
principale problema che l’industria dell’auto ha oggi: la
sovraccapacità”, ovvero una capacità produttiva eccessiva e non
corrispondente alle richieste del mercato, scrive Riss nella
lettera. “Tutto quello che probabilmente si riuscirà a conseguire
sarà di ammortizzare l’attuale calo delle vendite, innescando un
tracollo anche maggiore negli anni a venire. Se il problema della
sovraccapacità non è affrontato oggi – insiste il direttore
dell’Ufficio europeo di Greenpeace – , il settore subirà
difficoltà ancora più profonde in futuro”.
Le critiche di Greenpeace si focalizzano sul fatto che in nessuno dei regimi di nazionali di incentivazione della sostituzione delle auto private vecchie con auto nuove è prevista la condizione che queste ultime siano più eco-compatibili e producano meno emissioni. Una condizione del genere avrebbe potuto essere suggerita, se non imposta, dalla Commissione europea, che tuttavia non ha voluto intervenire con misure comunitarie di armonizzazione, e si è limitata a
garantire il ‘coordinamento’ fra le misure nazionali e la loro compatibilità con le regole Ue del mercato unico e della concorrenza. “Questi regimi sono spesso etichettati come misure ‘verdi’, ma non c’è alcuna garanzia che ogni modello venduto sarà più pulito dell’auto che viene rottamata” per poter beneficiare degli incentivi, obietta Riss, osservando che “una vecchia Fiat Punto potrebbe essere rottamata e sostituita da una Range Rover che emette il triplo del CO2”.
Secondo Greenpeace, “l’industria dell’auto sta utilizzando i
regimi di rottamazione per sbarazzarsi dei propri vecchi stock di
modelli di standard inferiori, sapendo che le norme Ue più
rigorose contro l’inquinamento entreranno in vigore a settembre”.
In questo modo, paradossalmente, “il denaro dei contribuenti
viene usato per mettere in circolazione auto più inquinanti” di
quelle che sarebbero vendute se non vi fossero queste misure di
incentivazione cosiddette “verdi”, spiega Riss.
Greenpeace chiede perciò al commissario europeo all’Industria di
pronunciarsi “contro i regimi di rottamazione nazionali che siano
in conflitto con le politiche Ue sul clima, sull’ambiente e sui
trasporti”, e di elaborare delle raccomandazioni ai governi dei
Ventisette affinché adottino misure di incentivazione davvero
“verdi” nel settore auto, e investano nel campo dell’efficienza
energetica, delle energie rinnovabili e dei trasporti pubblici.
Loc
MAZ
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