VARESE «Noi abbiamo vinto le elezioni e all’assessore non rinunciamo. Sono altri a dovere fare un passo indietro». Marcello Pedroni, presidente di «Agorà», associazione politico-culturale, interviene sulla lotta di poltrone a Villa Recalcati. Il classico giro di valzer al termine di una tornata elettorale, in questo caso le Regionali. Rienzo Azzi, eletto al Pirellone, ha lasciato l’assessorato in Provincia e la sua sostituzione è destinata a creare un effetto domino al termine del quale i liberal dello stesso Azzi, che fanno capo a Nino Caianiello, non vogliono perdere un centimetro di spazio a discapito dei ciellini di Raffaele Cattaneo, degli ex An di Luca Ferrazzi e soprattutto degli uomini di Antonio Tomassini, raggruppati sotto il simbolo dell’associazione «Chiave di volta».Presidente Pedroni, a proposito di associazioni, che ci azzecca «Agorà» con il rimpasto di giunta a Villa Recalcati?Giusta premessa. «Agorà» è una vera e propria associazione politico-culturale. Facciamo cultura promuovendo incontri (come quello a Gallarate per la presentazione del libro di Silvio Berlusconi o come quello a Varese con l’Univa), e svolgiamo attività politica nel Pdl. Rappresentiamo la componente che fa capo a Nino Caianiello. La stessa componente che negli ultimi anni ha dettato l’assetto provinciale del partito e che alle ultime Regionali ha portato a Milano Rienzo Azzi.Eppure da quello che si sente rischiate di perdere una poltrona a Villa Recalcati…Siamo disposti a un sacrificio solo e soltanto se a uno dei nostri (Luca Marsico, ndr) viene data la vicepresidenza.Ma per
la seconda poltrona della Provincia gira il nome di Luca Ferrazzi.Per noi Luca Ferrazzi è stato un ottimo assessore regionale e perciò non avrebbe la minima difficoltà ad essere un ottimo vicepresidente a Villa Recalcati. Se Ferrazzi dovesse prendere il posto di Pellicini (altro ex An, eletto sindaco a Luino) e diventare il braccio destro del presidente Galli non avremmo nulla in contrario. Ma…Appunto, ma…Beh, se invece il “giro” si completasse piazzando un ciellino (il cassanese Aliprandi, ndr) in sostituzione del nostro Azzi vorrebbe dire disattendere il giudizio degli elettori che lo scorso marzo si sono espressi chiaramente.Si spieghi meglio.Basta prendere i numeri: i varesini eletti al Pirellone sono Cattaneo (cielle) e Azzi (Agorà). Quelli esclusi sono Ferrazzi (ex An) e Zocchi (Chiave di Volta). Fate voi i conti.Fuori dai denti, tra gli ex An e i tomassiniani, chi butterebbe giù dalla torre?La legge dei numeri dice che il minor consenso l’ha ottenuto il candidato di Chiave di Volta e perciò se qualcuno dovrà fare le valigie è l’attuale vicepresidente Gianfranco Bottini.Al posto di Azzi, «Agorà» ha in mente qualcuno?Un nome l’abbiamo: è quello di Massimilano Carioni, attuale capogruppo del Pdl.Insomma Pedroni, all’interno del Pdl vi state scannando. Lo ammetta, quella in atto è la classica lotta di potere tra diverse fazioni in un partito.No, non è una lotta sterile. Queste non sono beghe di partito, piuttosto la pretesa del rispetto dei risultati elettorali e perciò del volere degli elettori.Federico Delpiano
e.marletta
© riproduzione riservata











