"Vi racconto la giungla dello spacciodentro i boschi di Lonate Pozzolo"

GALLARATE È stato ricostruito nell’aula del tribunale di Gallarate il funzionamento dell’attività di spaccio di stupefacenti che fino a poco più di due anni fa si svolgeva nei boschi di Lonate Pozzolo. Nel processo stralciato a carico di Roberto Turri, attualmente detenuto per reati di droga, è stato ascoltato come teste Giovanni Fanchini, il carabiniere che nel marzo del 2007 partecipò all’operazione che sgominò una banda dedita alla compravendita di eroina e cocaina.

Durante un appostamento effettuato con alcuni colleghi per verificare lo smercio di sostanze – ha esordito – notammo parecchio movimento nella zona». Per questo motivo, ha raccontato, in abiti borghesi si confusero con i clienti abituali in cerca di polvere bianca. «Non fummo riconosciuti dai “pali” che presidiavano il sentiero di accesso all’area di spaccio», ha proseguito. Si trattava perlopiù di extracomunitari che, come sentinelle, controllavano le diverse sezioni della strada, lunga in totale qualche centinaio di metri. «Ce n’era più di uno – ha spiegato – in modo che ogni loro movimento sospetto potesse trasmettere ai complici il segnale di allarme». Lungo il tragitto Fanchini e un altro si imbatterono nell’imputato, già noto alle forze dell’ordine, mentre si stava iniettando una dose. «Turri disse di non conoscerci come assuntori, mentre noi ammettemmo di essere nuovi. A quel punto – ha aggiunto – mi avviai oltre, mentre al mio collega fu intimato di fermarsi». Da lì, infatti, si doveva avanzare soltanto uno per volta. Giunto a destinazione Fanchini poté constatare come avveniva il traffico di droga gestito da nordafricani: incassati i soldi, attraverso un bilancino di precisione veniva somministrata la quantità concordata in una bustina. Turri però, ha confermato il testimone, non venne arrestato in quell’occasione visto che scoperta la presenza dei carabinieri si creò una situazione di fuggi-fuggi generale. L’accusato venne invece sorpreso qualche giorno più tardi da un controllo di routine.

e.romano

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