Prosegue forte calo Pil, ma segni frenata della recessione

Prosegue forte calo Pil, ma segni frenata della recessione


Roma, 11 apr. (Apcom)
– Non si ferma il forte calo del Pil, sempre negativo nei primi tre mesi del 2009, ma all’orizzonte si intravedono segnali di “allentamento” della recessione. La crisi comunque per ora resta pesante e si fa sentire anche sui conti pubblici così come sul rallentamento del credito e della raccolta delle banche. Ma per quanto riguarda l’inflazione, non c’è rischio deflazione. E’ l’analisi dell’ultimo Bollettino della Banca d’Italia che richiama l’attenzione anche sull’impatto della crisi sul mondo del lavoro: a pagare di più sono i contratti a termine.

Gli indicatori congiunturali disponibili prefigurano – spiega
Bankitalia – anche per il primo trimestre dell’anno un
pronunciato calo dell’attività economica, il quarto consecutivo, dell’ordine di quello registrato nello scorcio del 2008. Del resto pesa la flessione marcata del quarto trimestre del 2008: il prodotto è diminuito dell’1,9% sul periodo precedente, il calo più forte dalla recessione del 1974-75. Gli analisti intervistati a metà marzo da Consensus Forecasts si attendono per l’Italia una contrazione media del Pil del 2,8% nel 2009 (con rischi al ribasso) e una crescita appena positiva (+0,3%) nel 2010. Eppure si intravedono, si legge nel Bollettino, “alcuni segnali prospettici di allentamento della forza della recessione, pur se ancora non tali da prefigurare un arresto della caduta produttiva”.

Sul fronte delle imprese, prosegue la caduta della produzione
industriale e la maggioranza dei settori industriali è in
difficoltà. I giudizi degli imprenditori restano pessimisti sul
2009. Diverso il discorso per il settore auto, che dopo aver
subito uno dei colpi più forti dalla crisi, “potrebbe registrare
un parziale recupero nei prossimi mesi, grazie all`avvio degli
incentivi per l`acquisto di autoveicoli ecologici (da metà
febbraio e per tutto l`anno in corso), all`origine della crescita delle immatricolazioni a partire da febbraio e del forte incremento dei nuovi ordini presso i concessionari”.

Quadro a tinte fosche per i conti pubblici italiani che mostrano un deciso peggioramento: la crisi ha “fortemente” rallentato la dinamica delle entrate, la spesa primaria corrente è cresciuta a un tasso superiore a quello medio del biennio precedente e il rapporto tra debito pubblico e Pil è aumentato, tornando ai livelli del 2005. “L`azione discrezionale di sostegno alla domanda aggregata iniziata alla fine del 2008 – ricorda Palazzo Koch – trova un vincolo nell’elevato debito pubblico”.

La Banca d’Italia rassicura invece sul fronte dei prezzi:
l’inflazione continuerà a calare fino all’estate ma non si corre
il rischio di deflazione. Le attese degli analisti censite, a
marzo, da Consensus Forecasts escludono il rischio deflazione e
stimano l’inflazione 2009 all0 0,9% e quella 2010 in risalita
all’1,6%.estate. La fase di decelerazione dei prezzi si sta
gradualmente estendendo – si legge nel Bollettino – anche alle
componenti di fondo, al consumo e alla produzione.

Cos

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