New York, 15 lug. (Apcom) – Prosegue il programma di disarmo nucleare fortemente voluto dall’amministrazione Obama, prosegue però con alcune polemiche. Per la prima volta sono stati svelati alcuni dettagli del progetto ventennale di riduzione dell’arsenale, che punterà a portare il numero di testate nucleari da 5.000 a un numero compreso fra 3.000 e 3.500, ma che comporterà al tempo stesso un aumento notevole dei costi di mantenimento.
Il piano per la gestione della National Nuclear Security Administration, ente per la sicurezza nazionale per l’applicazione militare dell’energia nucleare, mostra infatti che i costi annuali per il mantenimento delle basi in cui le testate sono depositate aumenteranno da 7 miliardi di dollari per il 2011 a 8,4 miliardi nel 2017, fino a oltre 9 miliardi nel 2030.
A rivelarlo sono stati la Federation of American Scientists e la Union of Concerned Scientists, gruppi indipendenti specializzati in armi nucleari. Hans Kristensen della Federation of American Scientists ha commentato che il programma prevede “una spesa enorme di 175 miliardi di dollari nei prossimi venti anni fra nuove fabbriche, centri per i test e per le simulazioni e modernizzazione delle testate”. Secondo Kristensen è “curioso che costerà più mantenere meno testate, nonostante la NNSA sia andata avanti per oltre quindici anni con minori fondi e un armamento maggiore”.
Il piano è parte del nuovo accordo trattato “Start”, firmato in aprile dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama e dal presidente russo Dmitri Medvedev e definito da Obama stesso “una pietra miliare” per le relazione bilaterali e per la sicurezza nucleare.
Emc-And
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