Investe pedone e fugge ad Alcamo, pirata incastrata da telecamere

Investe pedone e fugge ad Alcamo, pirata incastrata da telecamere

Roma, 15 lug. (Apcom) – Corse a folle velocità, anche a causa dell’abuso di alcol, che sfociano in tragedia, nella morte di un uomo di 45 anni, un pedone, investito in strada. Con i colpevoli, tutti giovanissimi – la ‘pirata’ è una ragazza di 24 anni – perfettamente consci di avere ucciso una persona e che non pensano ad altro che a fare sparire le tracce dell”incidente’, con parenti

compiacenti che si mettono d’accordo per mentire e dare versioni ‘omologate’ dei fatti qualora ce ne fosse bisogno. Una storia di inciviltà e di indifferenza, accaduta l’11 giugno scorso ad Alcamo dove un uomo, Vito D’Alcamo, è stato investito sulla provinciale 55 mentre si recava nella propria auto al termine di una serata trascorsa con amici. Ovviamente il pirata della strada è fuggito e l’uomo è giunto all’ospedale già morto.

Le indagini hanno portato i carabinieri a visionare i filmati delle telecamere di sorveglianza di edifici privati poste lungo la strada, per ricostruire la “pista” seguita dagli investitori che, secondo i testimoni, viaggiavano su una vettura di dimensioni contenute e di colore scuro che procedeva ad una velocità definita “folle”. Le indagini si sono concentrata sull’arrestata e sul suo gruppo di amici. Messi alle strette dopo una reticenza iniziale molto forte, uno ad uno i ragazzi che erano a bordo delle autovetture coinvolte hanno ammesso le proprie responsabilità ricostruito l`esatta dinamica dei fatti. Che ha dell’incredibile: la sera del 10 giugno erano usciti per divertirsi e bere, poi si sono messi alla guida di due auto per dirigersi ad una festa ad Alcamo Marina. La prima delle due autovetture era guidata dall’arrestata, Antonietta Rizzo e aveva due passeggeri a bordo, la seconda era composta da altri due amici.

Le due auto percorrevano la provinciale 55 ad elevata velocità e la Rizzo, probabilmente ubriaca, ha investito l’uomo. Senza fermarsi. L’auto si è fermata solo dopo qualche chilometro e solo perchè uno dei passeggeri si era ferito. Dopo essersi ‘divisi’ e dati appuntamento altrove, si sono ritrovati a casa della Rizzo che, ricostruiscono i carabinieri, “palesò la piena consapevolezza di avere

ucciso il pedone investito e immediatamente propose di bruciare l`autovettura per fare sparire le tracce dell`incidente”. Poi la ragazza cambia idea, convinta anche da alcuni parenti e decide di rivolgersi a conoscenti compiacenti per fare riparare i danni all`auto la stessa notte dell`incidente. Tutti i partecipanti alla ‘riunione’ concordano una univoca e falsa versione dei fatti da raccontare eventualmente alle autorità.

La 24enne si rifugia presso l`abitazione di alcuni conoscenti in provincia di Caltanissetta per diversi giorni, prima di fare ritorno ad Alcamo. Nei giorni successivi i giovani hanno partecipato, anche con alcuni parenti della Rizzo, a riunioni avvenute in luoghi discreti ed isolati per concordare meglio una comune versione dei fatti. L’auto, una Peugeot 106 , è stata sequestrata dai carabinieri che hanno appurato l’avvenuta sostituzione del parabrezza e delle fasce laterali e la presenza di frammenti di cristalli sulla tappezzeria. L’auto verrà esaminata anche dai tecnici del Ris. Cinque persone sono state denunciate a piede libero per i reati di concorso in omissione di soccorso e favoreggiamento personale: 4 di questi viaggiavano sulle auto coinvolte nell’incidente, il quinto è l’autore delle riparazioni sull`auto. La ragazza, di 24 anni, indagata per i reati di omicidio colposo aggravata ed omissione di soccorso, è stata messa ai domiciliari.

Apa

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