Milano, 7 gen. (TMNews) – “Non ho mai pronunciato la parola rabbia. Non c’è rabbia in me”. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso di un incontro stampa a Milano, è intervenuto sulle polemiche intorno alla ricostruzione della morte del militare Matteo Miotto in Afghanistan fornendo delle precisazioni su quanto apparso oggi sulla stampa. A proposito di possibili tensioni con i vertici militari La Russa voluto ribadire che: “La mia fiducia, la mia stima, la mia gratitudine per i ragazzi e le ragazze che operano in Italia e in Afghanistan e anche verso gli alti gradi militari non hanno bisogno di altre testimonianze”.
“Il richiamo che ho fatto – ha aggiunto La Russa – affettuoso e amichevole era a essere consapevoli che gli italiani comprendono benissimo quello che i nostri militari stanno facendo nelle missioni internazionali e non c’è alcun bisogno che la pillola sia indorata. Su queste cose la trasparenza è un merito”. La Russa ha poi riconfermato fiducia e amicizia anche al generale Camporini al quale ha consigliato di rivolgersi direttamente a lui e non di limitarsi a leggere i giornali. “Non c’è stato nessuno scarica barile – ha concluso il ministro – solo un invito per il futuro a non avere alcuna remora sulla trasparenza, nessun ritardo nel dare le notizie”.
A proposito del ritardo nella diffusione della ricostruzione completa dell’episodio della morte di Matteo Miotto, La Russa ha spiegato che il decesso del giovane è effettivamente stato causato dal colpo di un cecchino, ma questo è avvenuto all’interno di un conflitto a fuoco durato “fino a mezz’ora”.
Lme/Fva
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