Al Colosseo 337 opere d’arte recuperate dai carabinieri

Al Colosseo 337 opere d’arte recuperate dai carabinieri


Roma, 16 lug. (Apcom)
– Vasi, bronzi, terrecotte. C’è di tutto tra le 337 opere d’arte recuperate dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale in depositi di trafficanti, in Svizzera. Oggi, in un corridoio d’ingresso del Colosseo, con vista sul piazzale dove un tempo si esibivano i gladiatori, il risultato di “indagini durate anni” e di almeno un paio di processi, è stato presentato alla stampa, agli appassionati “a chi ha cuore il nostro Paese”, come dicono i militari che hanno portato avanti in tutto questo tempo le inchieste sul campo.

Tra i reperti fatti tornare in patria e che “presto” – promette il sottosegretario Francesco Giro – saranno messi a disposizione delle regioni interessate, dalla Campania al Lazio, dalla Puglia, alla Sardegna e alla Sicilia, ci sono statue in marmo raffiguranti Venere, crateri a volute apuli e attici, mascherone canosini, kylix calcidiche, padelle. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ha spiegato: “Le opere recuperate sono solo un esempio dell’immenso patrimonio culturale ritrovato. Oggi è un giorno di gioia, di constatazione di una bella vittoria. Però bisogna far nostro il grido d’allarme delle sovrintendenze, secondo cui i beni culturali non sono tutelati a sufficienza”.

Ed occorre una maggiore tutela – ha continuato il magistrato – sul piano giudiziario servono norme più stringenti contro i reati che vengono commessi in danno dell’arte e del patrimonio. E poi non bisogna dimenticare che spesso non si ha più a che fare con il tombarolo singolo che vende quanto ha trovato ad un collezionista. Ma con organizzazioni internazionali che trafficano e queste vanno combattute con tutti i mezzi possibili, a cominciare dalle intercettazioni, ad esempio”.

(Segue)

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