Calcio/ Mourinho: per Real mercato austero però vogliamo Khedira

Calcio/ Mourinho: per Real mercato austero però vogliamo Khedira


Roma, 17 lug. (Apcom)
– Niente grandi stelle del calcio mondiale per il Real Madrid in questo mercato, parola di José Mourinho, neoallenatore dei madrileni che in una intervista all’agenzia Lusa spiega: “Non saremo i campioni del mercato, non faremo contratti ai migliori giocatori del mondo, non faremo contratti ai giocatori più cari”. Come a dire, basto io con la squadra che c’è, e però aggiunge: il Real effettivamente è interessato al tedesco Sami Khedira (Stoccarda e grande prova ai Mondiali) e comunque è a caccia di un centrocampista e di un difensore.

L’intervista di Mou è programmatica: il Real vuole spodestare dal trono della Liga il Barcellona, che è “la migliore squadra del mondo” e intende muoversi sul mercato “con equilibrio e cautela, senza drammi nè passioni”. E l’acquisto di Angel Di Maria allora? Sì, “è stato un po’ caro, ma è un ragazzo di vent’anni con grande potenziale”.

Lui, che arriva al Real avendo vinto l’anno scorso con l’Inter lo scudetto, la Champions e la Coppa Italia, ha già tracciato l’era Mourinho al Real. “Cambieremo un po’ la filosofia della squadra, ci dedicheremo a cercare giocatori con meno status e più spazio per il processo di training”, insomma gente da plasmare col marchio Mou: come appunto Di Mario, Sergio Canales e Pedro León.

Mournho vuole entrare nella storia come il primo a vincere la Champions con tre squadre differenti (il Real dunque dopo Oporto e Inter). E poi vuole essere il primo a vincere “i tre campionati più importanti del mondo”: leggasi quello inglese e quello italiano (già fatto) e quello spagnolo appunto. Perché non c’è riuscito nessuno, e si fa i suoi calcoli: “Fra gli allenatori ne abbiamo vinti due solo io, Ancelotti e Capello”.

Tranquillo, come sempre: “le critiche non mi preoccupano, i miei titoli parlano per me”. Ma un paletto lo mette: “di solito il massimo del successo arriva nel secondo anno”. Come gli accadde all’Oporto e al Chelsea; fosse mai che i madrileni sognino troppo, e sperino che ripeta in un anno solo la parata di successi conquistati a Milano.

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