GALLARATE (fi.fa.) I maltrattamenti in famiglia continuavano da anni ed erano causati dall’eccessiva gelosia di lui. Che impediva alla moglie di uscire di casa con amici e colleghi e intendeva avere anche il completo controllo sul cellulare della donna per conoscere quale fosse il traffico in entrata e in uscita. Se le cose non andavano secondo la sua volontà volavano botte e insulti. Per questo due anni fa Pasquale De Rosa è stato denunciato dalla compagna: non ne poteva più dei momenti in cui dava in escandescenza per futili motivi rovinandole la vita e umiliandola davanti ai figli. Ieri la vicenda è giunta a conclusione al tribunale di Gallarate che ha condannato l’imputato a un anno e sei mesi di carcere. Per la parte offesa, che non era
presente nell’aula penale così come non c’era l’ex, si chiude un capitolo triste e tormentato, fatto di dolori non solo fisici ma anche psicologici per cui ha dovuto fare ricorso ad una comunità terapeutica di supporto. Per contro la difesa di De Rosa ha puntato sul fatto che non fossero state messe la mani addosso alla donna, ma che la ferita al labbro causata da un fendente – per cui era dovuta ricorrere al pronto soccorso per l’applicazione di alcuni punti di sutura – fosse stato un incidente. De Rosa, cioé, cercando di impossessarsi del telefonino aveva colpito la moglie al volto. Il giudice Maria Greca Zoncu non ha creduto a questa eventualità e condannato l’uomo senza concedere la sospensione condizionale visto il protrarsi dei maltrattamenti nel tempo.
s.bartolini
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