VARESE «Sto molto meglio adesso perché finalmente so di che cosa sono accusato. Mi dichiaro innocente. Adesso ho la possibilità di difendermi, dopo che su di me era stato scritto di tutto senza che io sapessi veramente di che cosa sarei stato chiamato a rispondere». Cinque anni dopo aver lasciato Palazzo Estense, l’ex sindaco di Varese Aldo Fumagalli affronta l’intervista più impegnativa della sua vita come se si fosse liberato di un peso e adesso volesse rendere pubblico il suo sollievo. “Cominciamo col dire che non ho mai usato l’auto blu al di fuori dei fini istituzionali. La macchina senza di me non ha mai viaggiato, meno che mai verso l’aeroporto, quindi se io ero a bordo, vuol dire che ero in servizio come sindaco”. Fumagalli, nell’intervista esclusiva a Franco Tonghini pubblicata sull’edizione in edicola oggi, domenica 18 luglio, della Provincia di Varese, parla anche dell’alloggio comunale di via Vetta d’Italia assegnato ad una straniera: “Non mi sono mai intromesso nella gestione diretta del Comune. E, se mi permette, questa vicenda è tutta interna alla politica, nel senso che qualcuno ha voluto prepararla per bene a tavolino”. L’ex primo cittadino parla chiaro: “Premetto che ho il massimo rispetto e stima per
il lavoro della procura e per la persona del pm Agostino Abate. Fa il suo lavoro in maniera corretta, e come indagato non ho personalmente nulla di cui lamentarmi. Non vorrei che si interpretasse male il mio pensiero. Lui fa il suo lavoro in maniera indipendente e autonoma. Di certo quando si trova di fronte a fatti prospettati in una certa maniera, non può far altro che procedere. Qualcuno ha fatto in modo che certi fatti ricostruiti in un certo modo arrivassero alle orecchie di un magistrato perché lo scopo era di farmi fuori. Ero scomodo e non ero funzionale alle mire di qualcuno del partito alleato, Forza Italia”. Il motivo? “Io ho alzato un muro sull’urbanistica. Proprio un mese prima di dimettermi avevo cambiato il dirigente del settore, forse qualcuno non se lo ricorda più. Con me a Palazzo Estense certe cose non si sono tradotte in realtà. E avevo Forza Italia con la maggioranza in giunta. Mi riferisco ai programmi integrati di intervento, che andavano guardati con grande attenzione. Io ero contrario, e allora qualcuno ha voluto tirarmi un trappolone, strumentalizzando ad arte certe questioni in modo da mettermi in cattiva luce”. L’intervista completa sul giornale in edicola.
s.bartolini
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