New York, 16 apr. (Ap) – Sarà per caso New York il quinto stato americano – dopo il Massachusetts, il Connecticut, lo Iowa e il Vermont- a legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso? La domanda inizia a circolare negli Stati Uniti, dopo che il governatore David Paterson ha annunciato un piano volto proprio a centrare questo obiettivo. Si tratta di una decisione cruciale, che ha tutte le caratteristiche di una scommessa politica, visto che il tasso di approvazione di Paterson è sceso addirittura sotto il 20 per cento.
Paterson ha però un asso nella manica; si tratta del momento che il governatore ha scelto per legalizzare i matrimoni tra gli omosessuali; un momento che sembra essere propizio, viste le recenti vittorie dello Iowa e del Vermont, e visto anche che altri stati americani stanno percorrendo la stessa strada. Tra questi, oltre appunto allo stato di New York, ci sono il New Jersey, il Maine e il New Hampshire. Insomma, Paterson non starebbe facendo altro che cavalcare l’onda del momento.
“Sto proponendo un disegno di legge per garantire l’eguaglianza nei matrimoni nello stato di New York”, ha annunciato il governatore, affiancato dal sindaco di New York Michael Bloomberg e dal presidente del consiglio comunale Christine Quinn, omosessuale.
La proposta è la stessa che l’assemblea dello stato passò nel 2007, ma che venne poi bloccata al Senato, allora controllato dalla maggioranza repubblicana. Ora i tempi sono cambiati, in quanto sono i democratici ad avere la meglio sul Senato. Detto questo, i repubblicani conservatori non abbasseranno assolutamente la guardia, e promettono già battaglia.
Paterson appare determinato in ogni caso a dare esecuzione al suo piano; il governatore ha fatto anche un paragone tra la battaglia per eliminare la schiavitù nel diciannovesimo secolo a quella attuale, volta a consentire i matrimoni tra gay. “I diritti non dovrebbero essere soffocati dalla paura. Quanto dovremmo capire è che il silenzio non è la risposta ale ingiustizie. E se non agiremo, sicuramente perderemo”.
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