Cinema/ Tinto Brass: Dopo l’ictus avevo pensato di farla finita

Cinema/ Tinto Brass: Dopo l’ictus avevo pensato di farla finita

Roma, 11 gen. (TMNews) – “Ero praticamente morto. Al settimo giorno ho riaperto gli occhi e, riconoscendo Caterina al mio fianco, ho detto: Che bella sei, che bella faccia hai, per poi ripiombare nell’incoscienza. Mi svegliavo un attimo solo per dire questo, non riuscivo a pronunciare altre parole”. Così Tinto Brass, in un’intervista al settimanale ‘Diva e donna’ in edicola domani, ricorda l’ictus che nove mesi fa lo ha quasi ucciso, sottolineando il ruolo della sua nuova musa, Caterina Varzi, psicologa, ex avvocato, che ha debuttato come attrice erotica nel corto ‘Hotel Courbet’ del 2009: “Mi ha aiutato a tenermi in vita, quando volevo morire”.

Il regista infatti aveva pensato di farla finita: “Avevo già meditato di prendere dei farmaci che mi avrebbero aiutato a morire, ma quella notte mi sono concentrato sulla finestra della mia stanza d’ospedale. Sono stato molto vicino a buttarmi. Un tuffo e sarebbe tutto finito, ma non avevo neanche la forza di alzarmi dal letto”. E ora, dopo la riabilitazione, si prepara a tornare sul set con due film: ‘A sangue caldo’, sulla storia dei marchesi Casati, dove Caterina sarà Anna Casati. E ‘Vertigini’, un vecchio morente interpretato da Franco Branciaroli, tenuto in vita solo dall’erotismo. Aveva pensato anche a una pellicola su Silvio Berlusconi: “‘Grazie papi!’, ma non ho trovato produttori che lo finanziassero”.

CAW

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