VARESE La corsa solitaria della Lega a Varese viene anche “benedetta” dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Nello scontro in atto da giorno sul capoluogo tra Carroccio e Pdl, le parole del ministro pesano come un macigno contro gli alleati. «Siamo pronti a presentarci da soli – dichiara Maroni – ma decideranno la sezione di Varese o il direttivo nazionale lombardo. Noi siamo pronti. E se c’è bisogno dell’impegno di tutti, anch’io non mi tirerò indietro e darò il mio contributo». Il ministro potrebbe infatti, come molte volte nel passato, candidarsi per il consiglio, con il probabile ruolo di capolista. Una lunga tradizione di attaccamento alla città che Maroni ha sempre conservato, dal suo esordio nell’assemblea del Comune nel ’90, fino al 2002. L’interruzione solo una volta, alle comunali del 2006, quando per la prima volta dopo 16 anni non si presentò. Ma se la Lega si troverà alle prese con un’epica corsa solitaria, sarà difficile che si tiri indietro. E infatti, a domanda precisa, non risponde. Né conferma né smentita. Del resto, da uomo rispettoso dei ruoli, aspetterà l’invito della segreteria cittadina: la disponibilità l’ha data. A conferma di questo, anche il fatto che non molti mesi fa aveva dichiarato che il suo obiettivo sarebbe quello di finire la carriera politica come sindaco di Varese. Insomma, non adesso che
è chiamato ad altri ruoli, ed un candidato sindaco la Lega ce l’ha già, ma in futuro.Ed è proprio il sindaco Attilio Fontana il primo ad esultare per le parole del ministro: «Avere una persona capace come Maroni nella propria squadra sarebbe un grande onore per qualsiasi sindaco, oltre che un grande regalo per la città. Le capacità di Maroni, che tutti hanno conosciuto come ministro, sono anche quelle di un bravo amministratore locale, ruolo nel quale ha iniziato la sua carriera politica». Chi storce il naso è il Pdl. Non perché Maroni voglia correre come consigliere, ma perché ha ribadito la corsa solitaria della Lega. Dalle parti degli azzurri iniziano a perdere la pazienza. «Stiamo assistendo a una manifestazione di totale incoerenza – sottolinea il vicesegretario provinciale Pdl Marco Airaghi – Mentre pretendono di presentarsi da soli in città come Busto e Gallarate, chiedono a noi di sostenere senza battere ciglio il loro candidato sindaco a Varese. Perdipiù accusano noi di voler rompere l’alleanza. Credo sia arrivato il momento di fare chiarezza. Noi stiamo lavorando a candidature alternative a quelle di Fontana perché, se permarrà il loro stop alle alleanze nel resto della provincia, noi vogliamo andare da soli a Varese.Il nostro candidato sarà deciso dal coordinamento regionale, e nessuno, se chiamato a presentarsi, potrà rifiutarsi». Marco Tavazzi
s.bartolini
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