Il maltempo non ci dà tregua Laghi e montagne a rischio

Il maltempo non ci dà tregua Laghi e montagne a rischio

VARESE (f.man.) Allerta della Regione per rischio idrogeologico nel Varesotto. Ma tutto quello che si può fare a scopo preventivo è stato fatto, secondo il presidente della Provincia, Dario Galli, che è al corrente della situazione critica di parecchie zone, praticamente di tutto il territorio: sia a monte che in riva ai laghi, che sulle spende dei corsi d’acqua: «La Protezione Civile sta tenendo monitorato praticamente tutto già da prima dell’allerta», conferma Galli. Il problema, come facilmente intuibile, dipende tutto dal cadere della pioggia e non è limitabile, se non in minima parte secondo il presidente, con interventi strutturali. Veniamo alla situazione. Le precipitazioni abbondanti e persistenti degli ultimi giorni, con i 100 millimetri previsti soltanto tra ieri e oggi, secondo il Centro Geofisico Prealpino, hanno portato il centro funzionale della protezione civile a mettere in guardia i presidi territoriali per limitare al massimo i danni possibili preparandosi ad eventuali interventi urgenti. «Precipitazioni diffuse, in prevalenza moderate, ma anche a carattere di rovescio soprattutto sui rilievi alpini e prealpini – scrivono nella nota diramata dalla Regione – sono in arrivo da questa sera». La fase acuta è stata individuata tra le 18 di oggi e le 9 di domani; quello che più importa è

che a chi opera direttamente sul territorio viene chiesto espressamente di prestare massima attenzione «ai fenomeni franosi in zone assoggettate e a possibili esondazioni di corsi d’acqua nei tratti urbanizzati». «Qui in realtà non esistono più i giorni di allerta – chiarisce però Galli – almeno da quando esiste il centro unico di coordinamento della protezione civile. Non abbiamo bisogno che la Regione ci dica di stare attenti. Adesso è tutto in rete e il territorio è costantemente monitorato». Fermo restando che il monitoraggio non può fare miracoli quando gli eventi eccezionali della natura si impongono: «In questo senso non c’è niente da inventare e dobbiamo averlo tutti chiaro. Se capitano eventi come il mezzo metro di pioggia in quattro ore del Veneto possiamo anche avere le dighe o i nostri piccoli argini, ma non c’è prevenzione che tenga: finiamo tutti sott’acqua». Per quanto riguarda le previsioni, si teme soprattutto dal fine settimana in poi: «Non arriviamo da un periodo di secca ma con il terreno già impregnato che non assorbe più. Anche senza che le piogge siano torrenziali c’è il rischio concreto per tutte le zone vicine a corsi d’acqua, per quelle in riva ai laghi e per quelle montane del Nord».

s.bartolini

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