Fatturato e ordinativi dell’industria anche a febbraio in caduta libera: rispetto ad un anno fa il calo è nell’ordine del 24,6% per le vendite e del 32,7% per gli ordini. Si tratta di contrazioni pesanti e per uno dei settori principali dell’industria, quello dell’auto, ancora non si sente in questo mese l’effetto-incentivi, partiti proprio a febbraio.
Tuttavia si intravedono primi timidi spiragli di luce. I dati di febbraio sono infatti leggermente migliori di quelli del mese precedente: per esempio per il fatturato di fronte al calo storico del 25,5% di gennaio, a febbraio la diminuzione è stata quasi un punto percentuale inferiore. Per gli ordinativi poi, su base congiunturale c’è addirittura un elemento positivo (+3,5%) sulla componente estera. Sono i principali dati diffusi oggi dall’Istat.
Di fronte a dati ancora in picchiata, secondo i quali l’industria ha lasciato sul terreno rispetto un anno fa un quarto del fatturato e un terzo degli ordinativi, sembra prematuro parlare di segnali di ripresa. Solo nei prossimi mesi sarà possibile comprendere se il dato di febbraio sia davvero il segnale di un’inversione di tendenza. ´I dati sull’industria non sorprendono perchè non abbiamo toccato il fondo della crisi che vedremo nei prossimi mesiª, ha commentato oggi il segretario nazionale della Uilm, Antonio Regazzi.
Fatturato e ordinativi a febbraio – sempre secondo i dati dell’istituto di statistica – segnano una diminuzione non solo su base tendenziale ma anche congiunturale, ovvero rispetto a gennaio 2009 (rispettivamente -3,1% e -1,5%).
Per quanto riguarda le vendite in particolare, a febbraio si è registrato un calo della componente ‘nazionalè del 23,4% e del 27,5% di quella ‘esterà. Rispetto a gennaio 2009 la diminuzione del fatturato è del 3% sulla componente nazionale e del 3,5% su quella estera.
s.casiraghi
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