Detroit, 17 apr. (Apcom) – Saranno la Fiat e il governo Usa a nominare il cda di Chrysler, con una maggioranza di membri indipendenti, nel caso in cui andasse in porto l’alleanza tra la casa auto Usa in crisi e il gruppo italiano. Lo afferma il numero uno di Chrysler, Bob Nardelli, secondo quanto riferisce il quotidiano Usa di settore Automotive News. “Il cda avrà la responsabilità di nominare il
presidente. E l’amministratore delegato verrà scelto dal consiglio di concerto con Fiat” ha detto Nardelli. “Fiat crede fortemente nei benefici reciproci dell’alleanza per le nostre società, i nostri dipendenti, i nostri clienti” aggiunge l’ad di Chrysler. “Continuiamo a esaminare lo stato dei negoziati con Fiat di tutti gli stakeholder e l’ottenimento di concessioni è condizione dell’alleanza”, che va chiusa entro la scadenza del 30 aprile, pena il fallimento della società.
Secondo Automotive News, il sindacato dei lavoratori dell’auto Usa, Uaw, e la Fiat potrebbero diventare i maggiori azionisti della nuova Chrysler, mentre le quote degli attuali azionisti, Cerberus e Daimler, sarebbero azzerate. Uaw, dicono fonti vicine al negoziato citate dal quotidiano, potrebbe avere inizialmente una quota significativa, forse superiore al 20% con cui partirebbe Fiat, grazie alla conversione di metà dei debiti sanitari da 10,6 miliardi di dollari che Chrysler ha accumulato con i sindacati. Fiat potrebbe poi aumentare la sua quota a “gradini” del 5% a partire dal 20% iniziale fino al 35%. Un trust controllato dalla task force governativa sull’auto sarebbe il terzo socio rilevante della casa auto Usa e custodirebbe inizialmente anche il 15% destinato a Fiat.
L’accordo dipende dalle concessioni che il sindacato, in Usa e
Canada, è disposto a fare, ma anche dall’ok dei creditori senior
di Chrysler, capitanati da JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Morgan
Stanley e Citigroup, i quali sarebbero pronti a presentare una
controproposta se quelle avanzate dal Tesoro Usa continuassero a
non essere soddisfacenti. Il Tesoro si è incontrato regolarmente
con i creditori a cui è stato chiesto “di fare significative
concessioni aggiuntive” ha detto Nardelli. Secondo fonti vicine
ai creditori le banche vorrebbero una quota della futura
Fiat-Chrysler e un pagamento cash per rinunciare a circa sette
miliardi di dollari di debito.
Nei negoziati con Canadian Auto Workers, Chrysler chiede una riduzione dei salari e dei benefit, per portarli ai livelli degli altri costruttori esteri. “Le concessioni aggiuntive che vogliamo da Uaw sono cruciali per ricevere il sostegno del governo, completare l’alleanza con Fiat e poter continuare a operare” afferma Nardelli. Il sindacato canadese riprenderà i colloqui con Chrysler lunedì ed è stato invitato a partecipare anche l’ad di Fiat Sergio Marchionne.
Bea
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