Milano, 16 mag. (TMNews) – Un risultato inatteso che potrebbe avere ripercussioni anche sul governo: le proiezioni sulle elezioni comunali di Milano, che vedono il candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia in solido vantaggio sul sindaco uscente del Pdl Letizia Moratti, potrebbero innescare un terremoto nel centrodestra, dopo che lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva definito quello milanese un test nazionale. L’esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, che alle primarie ha sconfitto il
candidato ufficiale del Pd Stefano Boeri, è andato al di là delle previsioni – che lo attestavano intorno al 40% dei consensi, circa 5 punti sotto la Moratti – arrivando nelle proiezioni serali oltre il 47%, lasciando la rivale ferma sotto il 42%. Dati ancora provvisori, ma che si sono andati confermando proiezione dopo proiezione e che, alla luce dell’impegno diretto del premier nella campagna elettorale milanese, assumono una rilevanza che molti commentatori considerano clamorosa.
“La sfida che Berlusconi ha lanciato, suscitando tifoserie e
rese dei conti politiche – ha commentato il segretario del Pd
Pierluigi Bersani – si è rivelata un boomerang di cui Pdl e Lega
dovranno tenere conto. Due-tre mesi fa dissi che a Milano si
vinceva facile, il mio pronostico non si è esattamente avverato,
ma questo risultato va al di là delle mie aspettative”. “Ci manca
una piccola corsa e sarà certezza”, ha commentato Giuliano
Pisapia, parlando ai suoi sostenitori. “Un grazie a tutti voi –
ha aggiunto – sapete che sono sempre stato prudente, gli altri
dicevano prima che era impossibile, poi improbabile, probabile e
infine altamente probabile. Milano merita il cambiamento – ha
concluso Pisapia – e noi cambieremo Milano”.
Nel centrodestra la Moratti tace, mentre la linea dei commenti è
quella di “aspettare i dati veri”, come ha detto l’onorevole
Laura Ravetto, per oggi portavoce del sindaco uscente. Certo è
che ora i voti del Terzo Polo, con Manfredi Palmeri che sfiora il
6%, diventano un bacino decisivo a cui gli esponenti del Pdl,
Formigoni compreso, hanno già iniziato a rivolgersi. Sul fronte
del centrosinistra si guarda ai grillini, che con Mattia Calise
al momento superano il 3%.
In tutto questo il silenzio della Lega è particolarmente
rumoroso: Bossi è chiuso nel suo ufficio di via Bellerio, ma
trapelano voci che definiscono il leader del Carroccio, sceso in
campo in prima persona per la Moratti all’ultimo giorno di
campagna elettorale, stupito e imbarazzato per il risultato
milanese. In vista dell’ormai certo ballottaggio l’impegno della
Lega potrebbe essere un altro degli elementi che decideranno
l’esito finale della competizione.
Lme
162022 mag 11
ALE
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