CITTADELLA (PD) La maledizione di Cittadella stava per colpire ancora il Varese che, nel primo decennio del nuovo millennio, aveva sempre perso al Tombolato, teatro di due sconfitte epocali: quella del 4 giugno 2000, fatale alla squadra di Mario Beretta, eliminata nella semifinale dei playoff per la B, e quella del 14 marzo 2004, che era costata la panchina a Beppe Sannino, alla sua prima esperienza in biancorosso. Questa volta, però, l’epilogo della trasferta impossibile sul terribile campo dei veneti non ha lasciato l’amaro in bocca agli ospiti che sono riusciti a strappare, proprio allo scadere, un 2-2 meritato e insperato per come si erano messe le cose. Dopo il vantaggio di Carrozza, autore della sesta rete in campionato al 17′ della ripresa, il Varese ha, infatti, perso due pedine fondamentali: Osuji, espulso per un intervento da ultimo uomo al 20′, e Pesoli, cacciato al secondo giallo, preso per un fallo su Di Roberto steso al limite dell’area. Potendo contare sulla doppia superiorità numerica, il Cittadella, tutt’altro che irresistibile a parità di uomini, ha messo il turbo. Prima, impattando grazie alla punizione scaturita dal fallo di Pesoli, di cui abbiamo già detto, e trasformata dall’estro di Dalla Bona, giocatore nato e cresciuto, non soltanto calcisticamente, a Varese. Quindi, trovando il
raddoppio con Piovaccari, atterrato in area da Pisano e freddo nel realizzare dal dischetto il penalty che si era procurato. Ma quando tutto sembrava ormai perso la provvidenza è venuta incontro ai biancorossi che hanno pescato il jolly 4 minuti dopo il novantesimo: Frara ha trasformato l’ultimo calcio di punizione della gara in una pennellata d’autore che ha accarezzato la testa di Ebagua. Il nigeriano si è fatto trovare prontissimo, spedendo con forza la palla nel sacco e firmando il gol del capolavoro costruito, con carattere indistruttibile e il solito cuore generosissimo, dalla truppa di Beppe Sannino. Il tecnico, al termine della gara, ha accostato le intense emozioni appena provate al Tombolato a quelle che, nel maggio del 2009, erano state vissute allo stadio Druso di Bolzano, dove il Varese, in corsa per la promozione in Prima divisione, aveva acciuffato, sempre al 94′, un pari d’oro contro l’Alto Adige, ottenendo un punto che sarebbe stato fondamentale per conquistare il salto di categoria. Il 2-2 di Cittadella ha lo stesso valore di quell’indimenticabile 1-1 ed è il frutto dell’indole della squadra plasmata, a sua immagine e somiglianza, dall’artefice Sannino che guarda con fiducia al futuro ripetendo il ritornello che aveva accompagnato le promozioni degli ultimi due anni: «È tutto scritto». Filippo Brusa
e.romano
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