VARESE Un regalo speciale per una persona che, all’osservazione delle costellazione e alla divulgazione della scienza, ha dedicato tutta la sua vita: i soci della società astronomica Schiaparelli hanno annunciato ieri che in cielo brilla un asteroide chiamato “Furia”. Doveva essere una sorpresa in occasione del compimento degli 86 anni del professore, scomparso nell’agosto scorso, ma sempre presente nei pensieri dei “suoi discepoli”. Ed il regalo oggi si riempie di un altro significato, perché così ancor di più il professor Furia veglierà dal cielo la sua cittadella delle scienze.L’asteroide Furia è stato scoperto il 19 gennaio di otto anni fa all’osservatorio astronomico del Campo dei Fiori da Luca Buzzi, da anni impegnato in ricerche su asteroidi e comete con la sua equipe che è tra le più attive al mondo per questo tipo di osservazioni, coordinate dal Minor Planet Center dell’Unione Astronomica Internazionale. Dopo le necessarie lunghe verifiche, l’asteroide è stato inserito nel catalogo definitivo degli asteroidi al numero 194982. A questo punto, la Società Astronomica Schiaparelli gli ha attribuito il nome “Furia”, con una motivazione sottoposta e accettata dall’Unione Astronomica Internazionale. «Salvatore Furia – recita la motivazione -, naturalista e astrofilo, ha fondato nel 1956 a Varese la Società Astronomica G.V. Schiaparelli, con l’Osservatorio Astronomico e la Cittadella delle Scienze:
un posto unico in Italia, aperto a volontari e visitatori, al fine di costituire un ideale ponte di comprensione tra la scienza e la gente».I dati tecnici dicono che l’asteroide ha diametro di circa 3 chilometri e che attualmente transita nella costellazione della Bilancia, alla distanza dalla Terra di circa 584 milioni di chilometri. Impossibile vederlo al telescopio per la sua apparente vicinanza al sole, attorno al quale ruota in 3.85 anni.L’orbita dell’asteroide che porta il nome del professore si colloca nella fascia degli asteroidi, tra Marte e Giove: in quella stessa regione Padre Piazzi scoprì nel 1801 Cerere, l’asteroide più grande conosciuto e numero uno del catalogo. Oggi gli asteroidi conosciuti ammontano a oltre 500mila e sono i detriti di un pianeta mai nato, a causa dell’influenza gravitazionale del pianeta Giove. Alcune immagini fotografiche sono state realizzate da Luca Buzzi con telescopio e camera digitale. In esse l’asteroide “Furia” è un puntino luminoso mentre le stelle attorno appaiono mosse perché gli scatti sono stati eseguiti “inseguendo” l’asteroide, che all’epoca delle foto era distante sia dalla terra sia dal sole poco più di 300 milioni di chilometri, nella costellazione del Leone. «Come amava dire lui – osserva il professor Luca Molinari – i suoi “passaggi al perielio» non smetteranno mai”.Paola Provenzano
e.marletta
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