Immigrati/ Le scuse dei tunisini a Manduria: mai più sassaiole

Immigrati/ Le scuse dei tunisini a Manduria: mai più sassaiole

Roma, 2 apr. (TMNews) – “Ci dispiace per la sassaiola, sono stati due o tre ragazzi che forse erano un po’ confusi. Assicuro anche a nome degli altri che non succedera’ più” parole e musica di Hamady Ksouri, tunisino, portavoce degli immigrati ospitati nella tendopoli di Manduria. ”Le forze dell’ordine sono con noi, lo sappiamo, non siamo violenti, siamo tranquilli, siamo gente come loro – ha aggiunto – siamo qui per essere protetti dall’Italia”.

Hamady ha ribadito che la stragrande maggioranza dei suoi connazionali al campo non intende rimanere in Italia. ”Non siamo venuti qui – ha detto ancora – per rubare lavoro agli italiani: quasi tutti vogliamo andare via dall’Italia per andare in altri paesi. Vogliamo rimanere fino a quando ci daranno il permesso per andare via”.

La storia di Hamady Ksouri e’ una storia comune come c’e ne sono a migliaia nel mondo, e’ lui stesso a raccontarla: “Io, sono arrivato in Italia nel 1989 – ci racconta – ho avuto una relazione con una donna italiana che mi ha dato la gioia di diventare padre, successivamente ho divorziato e sono andato in Francia, da dove nel 1994 sono stato espulso”. E’ commosso Hamady, mentre ci racconta la sua storia, una storia fatta di speranze, rinuncia ma anche di una voglia incontrollabile

di incontrare dopo oltre 14 Anni suo figlio, che ora ha quasi vent’anni e vive a Genova, città dove il quarantaduenne tunisino vuole andare: ” Io sono venuto qui, ci dice, solo per poter riabbracciare mio figlio, ormai da anni ci parliamo al telefono, su internet, su facebook, ma non più il contatto fisico che mi manca tantissimo, vi prego, ci dice, fatemi andare a Genova da lui, poi posso pure tornare in Tunisia, se li non c’e lavoro, ma almeno fatemelo toccare, abbracciare almeno un giorno”.

Fmc

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