Roma, 17 apr. (Apcom) – L’ufficio politico del Popolo della Libertà ha deciso di affidare al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ai tre coordinatori del partito, Ignazio La Russa, Sandro Bondi, Denis Verdini e al ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito la consultazione dei gruppi dell’opposizione e del resto della maggioranza per valutare l’ipotesi di rinviare il referendum di un anno oppure di tenere la consultazione il 21 giugno insieme con i ballottaggi.
Secondo quanto si apprende, il premier Silvio Berlusconi si è espresso durante la riunione a favore del rinvio del referendum elettorale. “Io sono d’accordo – avrebbe detto il premier – ora dovrò parlare con la Lega per ascoltare cosa ne pensa”.
L’orientamento a favore del rinvio del referendum è emerso con chiarezza in quasi tutti gli interventi dell’ufficio di presidenza. Il primo a parlare è stato il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa che, secondo quanto riferiscono i presenti, ha chiesto di rimandare di un anno il referendum anche per “eliminare
un argomento propagandistico (i 400 milioni di euro sprecati, ndr) che l’opposizione utilizzerebbe per tutta la campagna elettorale: questo porterebbe un vantaggio anche alla Lega”. Anche il premier Berlusconi si sarebbe detto dunque d’accordo su questa possibilità, mostrando perplessità sull’impatto mediatico del mancato risparmio e incaricandosi di sondare il Carroccio.
Il ragionamento emerso dagli altri interventi nel corso della riunione è stato quello che, essendo necessaria una ‘leggina’ per accorpare referendum e amministrative o per rimandare la tornata referendaria, sarà il Parlamento a dibattere, dopo aver preso atto dell’orientamento del Governo. Riferiscono alcune fonti che La Russa avrebbe portato le agenzie con le dichiarazioni di Massimo D’Alema e Pierluigi Castagnetti, favorevoli al rinvio, per sostenere proprio questa possibilità ed “evitare che dopo il terremoto la prima lite fra i poli sia proprio quella sul referendum”.
Fra i dirigenti che hanno espresso perplessità sull’ipotesi del rinvio ci sarebbe invece stato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che alla fine avrebbe però comunque mostrato disponibilità a discutere del rinvio.
Tom/Sar
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