VARESE (a.morl) «Le ragazze non ci sono più». Lo ha dovuto ribadire diverse volte Hu Shunli, marito della titolare dell’hotel Belforte, a coloro che si sono avvicinati alla reception con sguardo ammiccante e furtivo. È passato più di un anno ma ci sono ancora habitué – perlopiù giovani – che si recano all’hotel Belforte sperando di trovare nella
nuova gestione gli “amorevoli” servizi dell’antica. Quelli di quando l’hotel si chiamava Italia ed era un night con ragazze a pagamento. Proprio a causa di attività illecite, l’hotel Italia fu chiuso dalle forze dell’ordine. Allora aveva destato ammirazione il coraggio di Ho Shunli, cinese di 44 anni, che si era fatto avanti per dare a quell’hotel un’altra chance.
Purtroppo, però, nei primi 8 mesi di apertura, i suoi affari non sono andati a gonfie vele. «Prendere una casa d’appuntamenti e trasformarla in un hotel normale è stato un investimento che ho voluto fare, ben sapendo che sarebbe stata dura – racconta Hu Shunli, Paolo per gli amici italiani – Mi sono detto: se funziona il Mira a Biumo, che è in posizione nascosta, chissà come andrà bene il Belforte che si affaccia su una strada a grande scorrimento. Spero che la crisi passi e il lavoro torni in fretta». L’hotel è un “2 stelle”, ma il servizio è davvero in grande stile. Lo dimostrano le pareti completamente ridipinte, l’arredamento nuovo di zecca, i bagni rifatti in ogni stanza e la connessione internet. Nei locali una volta utilizzati per bere qualcosa e scegliere le ragazze adesso ci sono i tavolini per la colazione e un televisore che trasmette il telegiornale. Il bancone dei cocktail di è trasformato in una normalissima caffetteria che ricorda quella di uno chalet di montagna per le rifiniture in legno. «Quando sono entrato la prima volta ho trovato la situazione davvero disastrosa – racconta Hu – Le pareti erano in pessime condizioni ed era tutto in completa decadenza. Nei piani sopra dormivano le ragazze e, per tutte le stanze, vi era un solo bagno. Nonostante di soldi ne abbiamo buttati dentro parecchi, vogliamo mantenere i prezzi popolari. La singola, per una notte, costa 35 euro, con la colazione inclusa». La gestione asiatica c’è, ma non si vede. All’interno dell’hotel non ci sono i classici dragoni e i quadri con i fiori che si vedono spesso nei ristoranti cinesi. Anche la colazione è mediterranea, con cappuccino e brioche. «Volessi fare una colazione cinese dovrei servire brodo e ravioli al vapore – racconta scherzando Hu – Una cosa talmente laboriosa che persino in Cina le persone la fanno fuori casa, perché non hanno il tempo di prepararla».
e.marletta
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